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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Anglo-arabo, lettera a Renzi e Martina

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera dell'ANACAAD al Presidente Renzi e al Ministro Martina.
"Sono passati nove mesi dal 14 aprile 2014, data dell'ultima lettera aperta sull'argomento in oggetto, ma siamo ancora lontani da un'azione  sinergica di buona politica che ci porti fuori dalle sabbie mobili in cui lentamente, ma inesorabilmente, ci stiamo impantanando. Certamente tantissimi hanno preso atto del fatto che cosi non si va avanti, ma pochi hanno il coraggio di far seguire alle belle e giuste parole dei fatti concreti, consequenziali ai buoni propositi. Noi facciamo parte della "gente comune", siamo però abituati a pensare con la nostra testa, non ci facciamo condizionare dagli slogan anche se belli, e siamo in attesa di un autentico cambiamento politico-amministrativo che possa restituire fiducia e dignità anche al comparto ippico equestre. Noi allevatori  e proprietari   di cavalli sportivi,  che continuiamo  a contribuire   a tenere  in piedi molti posti di lavoro,  senza neppure la speranza di poter ambire a raggiungere il "pareggio di bilancio", VI CHIEDIAMO IMPEGNI  CONCRETI:  per es. su Libro Genealogico all' Associazione di razza, Montepremi  e Programmazioni adeguate, in sintesi, sulle condizioni senza le quali non si può migliorare. L'Associazione Nazionale  Allevatori  Cavallo  Anglo Arabo  e Derivati,  da  circa  11 anni  sta difendendo  l'allevamento   del  cavallo  italiano  e, per  statuto,  deve  tutelare,   promuovere   e valorizzare  quello dell' Anglo Arabo;  ma, per poterlo fare compiutamente, ha necessita di un Libro   Genealogico   che  sia   gestito   e  funzioni   con  i  suddetti   scopi   ed  altresì  con  la collaborazione  delle Istituzioni e degli Organismi  nazionali ed internazionali  preposti.
La Regione Autonoma della Sardegna dal 2013, con gli impegni della Giunta, del Consiglio e delle Agenzie regionali interessate, ha cercato di attenuare la persecuzione immotivata, nei confronti  del "Settore  ippico  equestre  Sardo";  persecuzione  perpetrata  attraverso  decisioni  e  atteggiamenti unilateralmente discriminanti, già da noi stigmatizzati con documenti inviati anche alle Istituzioni. Ci  aspettavamo,   ed  oggi lo chiediamo  nuovamente   alle SS.VV, un  trattamento    equo,  che restituisca   il  maltolto,   considerato   che  oggi  il   MIPAAF gestisce  direttamente    le  sorti dell'allevamento e, col MEF, dell'ippica  italiana.
Cogliamo  l'occasione   per  implorare   atti  di  responsabilità   tangibili   a  tutte   le Istituzioni preposte,  poichè la morte  di un'etnia  si verifica  anche per mancanza  di nascite ed essendo la prossima stagione di fecondazione equina alle porte è obbligatoria, da subito, un'inversione del trend negativo degli ultimi anni.  C'è  necessita di fatti, non solo di parole o ancor peggio di un silenzio mortale. L'Anglo Arabo (Sardo), vero cavallo italiano, non vuole morire.
A proposito  di fatti,  ringraziamo  sinceramente  it Consiglio Regionale Della Sardegna  per la
Mozione n.665 (approvata il 22/10/2014) e la Regione Autonoma  Della Sardegna  per tutte  le azioni  concrete,  antecedenti   e conseguenti  alla  suddetta   mozione,  in  favore  del  comparto ippico equestre  sardo  e per I'impegno  a favore del cavallo Anglo Arabo  e Derivati,  una vera produzione    agricola   italiana.   Nell'attesa   di   adeguati  riscontri,  con   la   speranza  che   le problematiche del cavallo italiano e "dell'industria del cavallo" non siano prese sottogamba da alcuno, ringraziamo per l'eventuale attenzione.

il Presidente Mario Cossu