Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Ami davvero il tuo Cavallo? Questa agenzia è per te

La nostra agenzia di informazione indipendente "CAVALLO 2000" nasce con obiettivi molto ambiziosi.

Come prima cosa, vuole essere una porta che si spalanca a tutti coloro che amano davvero i cavalli, e gli animali in genere. In secondo luogo vuole essere una sfida a quanti, nell’ippica e nell’equitazione, da anni usano la mancanza di cultura del cavallo come uno slogan in campagne elettorali di vario tipo o in campagne pseudo-pubblicitarie, ma alla fine nulla fanno per far conoscere al grande pubblico la bellezza e la genuina essenza dell’animale cavallo.

Sono da capogiro le cifre evidenziate nel convegno "Equiturismo: una risorsa da valorizzare per lo sviluppo di un turismo sostenibile nel nostro Paese" che si è tenuto di recente a Levico Terme nell’ambito di Equitrentino la prima fiera tematica dedicata al cavallo di campagna ed al turismo equestre. Sono circa un milione gli italiani che vanno a cavallo. L’indotto muove una cifra che si aggira intorno ai nove miliardi di euro all’anno. Le Regioni hanno compreso che le ippovie non sono un lusso, ma parte integrante di qualsiasi azione promozionale per la valorizzazione del territorio. Il binomio agriturismo-equitazione è un’industria che cresce a ritmo esponenziale.

A chi fa parte di questo mondo offriamo oggi uno spazio illimitato per discutere, raccontare storie, rivivere emozioni, per conoscere e conoscersi meglio.

A proposito dell’ippica, riteniamo nostro specifico compito, o meglio nostro dovere morale, ribadire l’assioma su cui si basano le corse dei cavalli in tutto il mondo: la scommessa è solo uno strumento finalizzato a sostenere l’incremento delle razze equine. Pensare che le corse siano un mezzo per far scommettere, capovolgendo la relazione causa effetto su cui poggia da sempre la selezione dei cavalli, ci sembra pura follia.

Rodolfo Galdi

Tutti a discutere, con democrazia e tolleranza.

Ha condiviso la vita dell’uomo per più di 5.000 anni, eppure intorno alla metà del ventesimo secolo, in una società sempre più meccanizzata, il suo ruolo sembrava essere divenuto del tutto superfluo. Sparito dalle campagne, superato dalle automobili per gli spostamenti, il cavallo - perchè è di lui che stiamo parlando - sembrava destinato a sopravvivere soltanto in pochi contesti di nicchia: quelli delle corse ippiche e delle discipline equestri agonistiche. Ed invece è accaduto l’imprevedibile.

Dalla fine degli anni ’70 si è assistito alla costante e progressiva riscoperta del cavallo da parte di un pubblico sempre più ampio che ha in un certo senso democraticizzato l’interpretazione dell’equitazione ampliandone di molto gli orizzonti, le possibilità di frequentazione e gli effetti che ciò può avere sia sullo sviluppo socio-economico del territorio rurale che sulla qualità dell’ambiente.

Un fatto positivo, senza dubbio, ma lasciatemelo dire: piè per gli uomini che per i cavalli. Il rinato interesse per il nostro antico compagno di vita non è stato infatti accompagnato da una parallela crescita di cultura e di conoscenza delle tecniche equestri e dei bisogni fisici e mentali del partner animale del binomio.

Forse non è colpa di nessuno. Il vero problema è che, nel nostro Paese, si è venuto a determinare un salto generazionale che ha in parte disperso la nostra cultura equestre determinando in larga misura la perdita delle antiche conoscenze e degli antichi saperi.

Recuperare questo gap è uno degli obiettivi, indubbiamente ambiziosi, che si propone "Cavallo 2000". Si cercherà di farlo con l’aiuto di veterinari, etologi, uomini di cavalli, andando alla caccia di notizie dal passato, con l’occhio attento a quanto accade nel presente e il cuore proteso verso un futuro di sempre maggiore intesa tra uomini e cavalli.

Ma non è tutto.

Il mondo del cavallo, ippica ed equitazione non fanno differenza, è frantumato in una miriade di associazioni spesso troppo occupate a farsi la guerra tra loro per essere in grado di incidere in modo significativo a livello politico, culturale e sociale. Sarà la passione che spesso rischia di sconfinare nell’intolleranza, sarà quella illusione, spesso tipica di noi "gente di cavalli", di ritenere di aver capito tutto, sarà quello che sarà, ma è in questo e solo in questo che risiede la debolezza intrinseca del nostro settore: e i primi a farne le spese sono i cavalli privi ancora oggi (tanto per fare un esempio) di una legislazione che li tuteli adeguatamente.

A tutte le associazioni di settore, senza distinzione alcuna di discipline equestri o di attività ippiche praticate, Cavallo 2000 offre e garantisce uno spazio di ascolto e di visibilità, non soltanto nel Forum, ma anche all’interno delle singole rubriche. Uno solo il limite irrinunciabile: che non venga mai meno quello spirito di democrazia e di tolleranza che costituisce la linea editoriale invalicabile della nostra testata.

Marialucia Galli