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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Ricordando Rudy e il suo spirito libero

Quella telefonata che non vorresti mai ricevere, quel blocco allo stomaco, quel senso di vuoto che irrompe scivolando gelido sulle parole che fluiscono dalla voce di Lucia. Un altro dolore.

Ciao Rudy. Amico e maestro, accoppiata anomala, accettata anche non in ordine. Il campo, di quelli buoni, è sempre più ristretto.

L’erudito abate Faria di Cavallo2000 è stato uomo di poche, taglienti parole e di penna sopraffina senza compromessi. Libero pensatore in un mondo troppo poco libero e ancor meno pensante. Memoria storica infallibile dal passo meditabondo, giornalista raffinato e coltissimo che al salto ostacoli preferiva l’ippica. E i cavalli soprattutto. La stamina del cronista di razza. Che tanto non risparmiava nulla ai grami quanto non lesinava apprezzamenti meritati.

Quanto detestavi i comunicati lunghi e le veline “governative”, direttore. Abbiamo riso. C’era sempre da imparare. Oggi, ma solo oggi, in redazione rimbomba il vuoto. Domani continueremo noi il tuo lavoro.

Ci hai lasciato in punta di piedi. Da signore. Come da signore è stata la tua passione per questo nostro bistrattato mestiere di scrivere.

Ciao Rudy. Sono certa nel nuovo altrove tu abbia già trovato il posto a te riservato in tribuna stampa. E lo starter sta chiamando i cavalli…