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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Dalla Sardegna nuovo SOS per il cavallo italiano

Lettera aperta dell'ANACAAD al Ministro Nunzia De Girolamo: "Vorremmo che alle parole seguissero atti coraggiosi e forieri di speranza; che le lettere, anche quelle più o meno ironiche indirizzate a “Babbo Natale”, stimolassero risposte coerenti e non solo tecnicamente corrette o peggio siano seguite da un silenzio deplorevole. E’ trascorso un altro anno ma, nonostante le aspettative di tutti e forse la voglia di fare di alcuni, senza la capacità di agire assieme per il bene comune. Purtroppo, anche per posizioni di autoreferenzialità e malgrado le enunciazioni, siamo tornati al punto di partenza: non sappiamo ancora quale sia lo “strumento (o gli strumenti)” con i quali si possa/voglia governare “la rinascita?” del settore ippico ed equestre italiano. Quindi, siamo nell’impossibilità di fare una qualsivoglia programmazione. Si pensa forse di muovere l'attività economica del comparto....tagliando e tassando o facendo vivere alla giornata più persone possibile?
Noi che da anni difendiamo l'allevamento italiano, non solamente quello del cavallo Anglo Arabo, vorremmo sapere da Lei, On. De Girolamo, con cortese sollecitudine poiché la prossima campagna di fecondazione è alle porte (Febbraio 2014), se gli allevatori di cavalli italiani (quelli veri) possono avere in questo Paese un futuro. 
Certamente senza gli allevatori del cavallo italiano non finiranno in Italia né l’ippica né gli sport equestri, in quanto i cavalli continueranno a nascere in altri paesi (europei ed extra-europei) e se ne importeranno anche di più, favorendo smisuratamente l’economia…degli altri. Volgerà al termine anche una tradizione di cui l'Italia può andar fiera e che, solo per egoismi di parte e/o per ignoranza o peggio per malafede, rischia di morire e con essa il cavallo sportivo e da corsa italiano (quello vero) e con esso anche tanti posti di lavoro, diretti ed indiretti, incrementando così la diaspora dei nostri giovani e non solo i laureati.
Noi, quelli che a Natale, per cultura e/o perché veramente ci credono, festeggiano la nascita di Gesù, non postuliamo concessioni compassionevoli; rivendichiamo invece la giusta considerazione che, per tutte le attività produttive (anche quelle da alcuni considerate marginali), è dovuta dalle pubbliche Istituzioni. La sollecitiamo, pertanto, a dare risposte e stimolare Governo e Parlamento ad assumersi le responsabilità di competenza, oggi e non domani.
Oggi, perché è ancora possibile invertire la tendenza negativa delle nascite dei puledri italiani (quelli veri) e, pertanto, la invitiamo a farsi fornire i dati reali per ogni Libro Genealogico ed a confrontarli dal 1999 al 2013. Noi siamo disponibili ad aiutarla per una valutazione imparziale.
Se in Sardegna, nel 2004, è stata costituita l'Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Anglo Arabo e Derivati, non è per caso. I dati relativi al cavallo Anglo Arabo, ancorché parziali e da noi già portati pure alla Sua autorevole attenzione, se valutati senza idiosincrasia possono essere di grande aiuto per comprendere la nostra richiesta di un impegno diretto degli allevatori, nella gestione del Libro Genealogico della razza.
Nell'attesa di buone nuove, con la viva speranza che il 2014 sia l'anno della rinascita di un “Sistema Italia” più equo e attento anche alle potenzialità da troppo tempo sottovalutate del comparto ippico ed equestre, attendiamo le necessarie deliberazioni da tutte le Istituzioni preposte, prima che sia veramente troppo tardi. Non chiediamo l'impossibile ed in trepida attesa di risposte e atti produttivi, cogliamo l'occasione per un cordiale saluto".
 
Ozieri, 30 dicembre 2013

                                                                                                         Il Presidente
                                                                                                         Mario Cossu