Si fanno onore in Francia i colori italiani
IL NOSTRO turf funziona anche all’estero. Lo dicono i risultati che a prescindere dal trotto o dal galoppo, continuano a fornire dati molto interessanti. Alquanto paradossale se consideriamo la situazione di questo sport in ambito prettamente nazionale, non resta allora che consolarsi con le belle prestazione dei nostri portacolori, che a testa alta continuano ad ottenere risultati di grande prestigio nel panorama europeo e soprattutto guadagnare quei denari, che in Italia sono diventati ormai una vera e propria chimera. Il secondo posto ottenuto da Omaticaya nel Prix Robert Papin, prova di gruppo due riservata ai giovanissimi di sesso misto sui 1100 metri della dirittura di Maisons Laffitte, ne è un’ennesima dimostrazione. Il gioiello forgiato dal team Illuminati Di Fazio, si è reso protagonista di una gara assolutamente superlativa. Il grande coraggio della figlia di Bernstein unito alla gestione da veterano consumato di uno splendido Cristian Demuro, hanno reso possibile questa performance. Nonostante un’ eccessiva esuberanza nella fase iniziale della gara, Demuro è riuscito a gestire le risorse dell’americana correndo una gara maiuscola da pacemaker, e quando ormai sullo scatto dell’impressionante vincitrice Vorda, contemporaneamente all’allungo interno di Vedeux, Omaticaya sembrava arrendersi in maniera definitiva, la femmina trovava ancora nuova linfa per sprintare nella corsa alla seconda piazza, rientrando alla stessa Vedeux, chiudendo ancora con del buono in mano sulle sollecitazioni con la frusta a destra di Demuro Jr. Il Papin continua a portar bene ai nostri portacolori, il successo di Rolly Polly nel 2000 firmato Bruno Grizzetti e Mirco Demuro, fino a quello di Lui Rei e Dario Vargiu nel 2008 per i colori della scuderia Siba e il training dell’indimenticato Armando Renzoni, hanno aperto la strada per altre perfomance entusiasmanti, una finestra esclusiva sul panorama europeo per i colori italiani, che nel suo albo d’oro riporta nomi eccellenti, ultimo dei quali questa Vorda, ancora imbattuta in carriera nelle tre gare fin qui disputate, che succede all’ottimo Reckless Abandon, dominando per una dimensione tutta propria la classica sulle rive della Senna.



























