Il Ministro Catania all'ippica: ora basta
con le proteste, mettiamoci a lavorare
MARIO CATANIA, ministro dell’agricoltura, lo ha detto in apertura dell’incontro con i giornalisti (al quale hanno partecipato anche i vertici dell’ASSI – ex UNIRE) e lo ha ripetuto più volte: “Interventi di carattere finanziario a sostegno dell’ippica sono da escludere, anche per il difficilissimo momento che sta vivendo il Paese”. L’incontro con la stampa ha fatto seguito a una mezza giornata di approfondimento con il Commissario e il Segretario generale dell’ASSI (ex UNIRE) nella quale si sono analizzate le cause che hanno portato alla crisi del comparto. Cause che il Ministro ha individuato sia nel calo degli spettatori negli ippodromi che nella diminuzione delle scommesse dovuto alla concorrenza con altri giochi che hanno fatto si che il movimento di gioco sui cavalli finisse con il rappresentare il 2% dell’intera raccolta in Italia.
“Ma a questo si è unito un altro fattore di crisi – ha proseguito il Ministro – ovvero l’incapacità del settore di trasmettere al grande pubblico credibilità delle corse e qualità dello spettacolo.” Il Ministro ha affermato con forza il suo coinvolgimento personale nel trovare soluzioni per far uscire l’ippica dalla crisi attuale e ha voluto ricordare i suoi anni giovanili di ippico militante, quasi a confermare il vigore del proprio impegno. “La via è stretta per la scarsezza delle possibilità finanziarie dell’ASSI, la quale in questi giorni si sta muovendo in modo corretto circa lo stanziamenti per il montepremi e per gli ippodromi. Occorrerà una razionalizzazione della spesa e degli assetti interni per arrivare a un rilancio del settore.” Rilancio che secondo il Ministro deve partire dalla riqualificazione del prodotto ippico per restituirgli appetibilità presso il grande pubblico in quanto il progressivo deterioramento delle corse ha allontanato proprietari di scuderia e scommettitori. Per fare questo occorre, oltre a una attenta opera di promozione, lavorare sulla giustizia sportiva per elevare la credibilità dell’intero sistema.
Ciò premesso, il Ministro Catania ha invitato tutti gli operatori ippici a fare autocritica e a sospendere ogni forma di agitazione anche perchè lo sciopero in atto può solo nuocere ulteriormente al comparto Dal canto suo, il Ministro si è impegnato ad aprire un tavolo di lavoro con il Ministero Economia e Finanza per affrontare varie tematiche che ovviamente non sono di competenza del suo dicastero. Tra queste necessita aprire una trattativa sul prelievo delle scommesse e ripensare le modalità attraverso le quali la scommessa ippica arriva sul mercato. A proposito delle concessioni in scadenza, ha sottolineato come i concessionari vadano investiti e coinvolti nella promozione del prodotto, cosa che finora è mancata. In pratica, bisogna rivedere l’entità del prelievo, la sua distribuzione, i rapporti con i concessionari e i problemi del segnale televisivo.
Un progetto di rilancio, quindi, che deve passare attraverso una maggiore trasparenza e prevedere lo sviluppo del mercato della scommessa ippica. Un progetto che mobilita tutto il comparto che deve acquisire secondo Catania, la consapevolezza che da oggi in poi dovrà pensare alla propria sopravvivenza futura rapportandosi al mercato e modulandosi in modo tale da andare incontro alle richieste del pubblico poiché è impossibile anche solo ipotizzare che l’ippica possa sopravvivere attraverso un regime assistenzialistico.
Una terapia dura, quella proposta dal Ministro Catania, anche se non priva di speranze e di prospettive. Una terapia, a giudicare dai primi commenti degli addetti ai lavori, che non sembra destinata ad essere facilmente accettata e condivisa dalla base.



























