Per secoli i cavallini di Aritzo hanno duramente lavorato a fianco degli uomini per trasportare la neve dalle neviere (dette "domos de su nie") del Gennargentu, giù fino a Cagliari. Insomma, se durante le sere d’estate la gente di mare o di pianura poteva rinfrescarsi con quel delizioso sorbetto sardo che porta il nome di “carapigna”, era un po’ anche merito loro. Poi alla fine del XIX secolo, con l’invenzione delle ghiacciaie, molti di questi cavalli sono stati liberati sulle pendici del Gennargentu e lì tra aquile, mufloni e falchi pellegrini vivono ancora allo stato selvatico. Poterli osservare da lontano è un’esperienza emozionante che molto ci può insegnare anche sulla mentalità dei nostri cavalli domestici.































07/02/2012


