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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Viaggiare a cavallo, un turismo che fa bene al territorio

ricordando l'amico Tiziano Bedostri
ricordando l'amico Tiziano Bedostri

Il Turismo Equestre rappresenta oramai una realtà consolidata nel vasto panorama dell’offerta turistica nazionale ed internazionale, allo stesso tempo un valido strumento di sviluppo e fonte di nuove forme di economia specie nelle zone rurali e montane.
Questa attività genera forti “emozioni” pertanto diventa uno strumento prezioso per rispondere alla crescente richiesta di contatto con l’autenticità dei luoghi.
A tutto questo va aggiunto che questa antica “modalità” di fruizione privilegia mete lontane da quelle tradizionali della “Montagna da prima di copertina” o della “Riviera super attrezzata”, preferibilmente inserite in contesti di rilevanza storico-culturale-naturalistica.
Aggiungiamo inoltre che la pratica dell’equitazione, come è ben noto, ha una grande valenza pedagogica e terapeutica grazie anche a grandi mediatori quali sono gli “equidi” quindi  cavalli, asini e muli.
Il turista “post-moderno” corrisponde anche in ambito equestre a caratteristiche specifiche quale l’istruzione, la capacità di spesa e la domanda sempre più segmentata e personalizzata.
Oggi si viaggia per ritrovare se stessi, per incontrare persone che condividono le stesse passioni ma sempre più lontani dai percorsi standard del turismo di massa.
Ogni destinazione è in quest’epoca sempre più accessibile anche grazie ai mondo dei social ma quel che conta, oltre che all’aspetto motivazionale, è il “come si viaggia”.
Il Turista oggi è’ colui che viaggia in ogni stagione, di qui la destagionalizzazione del prodotto; è colui che desidera vivere l’esperienza come un sogno dedicato solo a lui, consentendogli di vedere l’autenticità del momento, come in una dimensione unica e distante dal quotidiano alla ricerca del vero, ovvero ciò che non  è ancora stato inquinato dalla quotidianità.
E’ un visitatore che concepisce il viaggio non tanto come uno status symbol, bensì come un’esperienza personale da vivere per se stesso e per nessun altro.
La richiesta non è più quindi la passeggiata a cavallo ma “Il Viaggiare a Cavallo” in modo consapevole e sostenibile alla scoperta di antichi borghi o di angoli di natura incontaminati, di mestieri che hanno il sapore di antico o dei profumi dei prodotti del territorio.
Un po’ di dati odierni tratti da un sondaggio recente: l’ #EquiTurista, che spende in media 150 euro al giorno (21 euro di media l’ora per le passeggiate), preferisce come scenario i boschi (22%) alle colline e ai prati in pianura (20%) mentre il mare è il tour ideale per il 14% del campione.
 Un “turismo complementare” ad altre forme della vacanza dove nei desiderata non possono mancare le soste eno-gastronomiche (41% in risposta multipla con il 46% che nel  corso della sua ultima escursione ha provato prodotti tipici territoriali o degustato vini,(34%) e i momenti di relax in centri benessere (20%).
Fitetrec-Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec-Ante), DSA del Coni, da sempre attenta alle nuove richieste del mercato, da qualche anno sotto la guida del Presidente Avv. Alessandro Silvestri ha deciso di investire ulteriormente nel settore del Turismo Equestre promuovendo il progetto di “@Turismo Equestre Sostenibile ed Integrato” in tutto il territorio nazionale;