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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''Vi prego, non uccidete il Lotteria di Agnano''

SALVIO CERVONE, "voce" storica dell'ippodromo di Agnano, ha inviato al Segretario dll'Assi Francesco Ruffo della Scaletta e per conoscenza al ministro Catania e al commissario ASSI Varrone la seguente lettera:

"Gentile Segretario,

sono Salvio Cervone, Le trasmetto questo appello di driver, allenatori, artieri e di tanti altri addetti ai lavori famosi e meno noti ma anche di scommettitori e semplici appassionati. Le firme sono centinaia ma potrebbero essere mille e più perché non ho trovato una sola persona che non ne condividesse i contenuti.
Persone amanti dell’ippica che sono fortemente preoccupate dell’incredibile modifica apportata alla formula magica del Lotteria 2012: due batterie di otto cavalli e nessuna consolazione. Una formula che decreterà la morte certa del Lotteria, l’unico gran premio di trotto che anche in tempi di grave crisi e senza grandi protagonisti è stato in grado di catalizzare l’interesse generale e di portare all’ippodromo almeno diecimila persone.

LA TRADIZIONE. Il Lotteria non è un gran premio qualsiasi: è una manifestazione che, prescindendo da rilievi tecnici, è radicata nella tradizione degli ippici e soprattutto di una città. Una manifestazione che deve il suo successo alla partecipazione popolare e alla sua formula magica fatta di tre batterie, una consolazione e una finale che tengono gli spettatori inchiodati all’ippodromo per tutto il pomeriggio.

LA SUA SCELTA. Capisco benissimo che le modifiche operate servono, in tempi di ristrettezze economiche, ad elargire più soldi al vincitore e probabilmente a salvaguardare la presenza nel circuito Uet e l’etichetta di gruppo 1. Ma Le posso assicurare che un Lotteria dimezzato allontanerà di colpo il grande pubblico. Sarà un gran premio come tutti gli altri, disputato con le tribune deserte. Ne vale la pena? Se proprio dobbiamo rinunciare a qualcosa, meglio non far parte del circuito Uet e perdere pure l’etichetta di gruppo 1 pur di salvare l’anima dell’unica corsa veramente che piace al pubblico. Andare contro i gusti del pubblico è sempre un suicidio, figuriamoci adesso.

INSEGUENDO IL SOGNO. Una modifica che va contro i gusti del pubblico ma anche di proprietari e allevatori. Ogni anno sempre la stessa storia: all’annuncio della scelta dei ventiquattro protagonisti proteste e mugugni. Perché ogni proprietario che si rispetti sogna di vedere in pista i propri colori nel Lotteria. Le posso assicurare che pagherebbero un’iscrizione folle solo per correre, rinunciando a priori a qualsiasi premio. E cosa si prospetta per quest’anno? Solo sedici al via. Si infrangeranno i sogni di altri otto grandi proprietari, tra i pochissimi che ancora sono rimasti.

MA AL LOTTERIA I SOGNI SI AVVERANO. Come è accaduto negli ultimi due anni con le vittorie strameritate di Italiano e Libeccio Grif, giunte al termine di una serie di colpi di scena spettacolari (che ripeto solo la formula magica sa regalare), spesso al Lotteria i sogni si avverano. Sogni irrealizzabili in un Lotteria con due batterie. Con solo sedici cavalli al via, Italiano e Libeccio Grif sarebbero rimasti a casa!

CHE BELLA LA CONSOLAZIONE! E vogliamo parlare della Consolazione? Spesso è stata la corsa più veloce del pomeriggio. E anche la più giocata. Sfogliando l’albo d’oro vi troviamo un bel numero di campioni, primo tra tutti Bellino II che fallì in batteria, ritornò imbattibile in Consolazione prendendo le misure per il successo dell’anno successivo. Anche in tempi recenti abbiamo assistito a Consolazioni bellissime, incerte e spettacolari. E tutto low-cost, visto che in palio c’erano pochi soldini.

UN ERRORE GIA’ FATTO. Anche i grandi sbagliano. Sbagliò perfino l’ingegnere Giovanni Branchini. Un manager immenso che però appena arrivò al timone di Agnano fece lo stesso ragionamento: con due batterie e senza consolazione ci saranno più soldi in palio. L’edizione del 1986 fu un flop, l’unico dell’era Branchini. L’ingegnerone, messa da parte la sua proverbiale testardaggine, fece mea culpa. L’anno dopo ritornò sui suoi passi, ripristinò la formula magica e non se ne pentì. Ora si fa lo stesso errore. Ma c’è una differenza. Il Lotteria dimezzato del 2012 subirà una mazzata tremenda e non ci sarà più tempo per rianimarlo (“non c’è più tiempo” - “manca il tiempo”). E Lei, il manager di Varenne, un napoletano che ha trascorso tutta la vita nell’ippica e che ha avuto la fortuna di vivere da vicino le tre grandi vittorie del trottatore invincibile (in primis l’ultima contro Victory Tilly) sa effettivamente cosa significhi un pomeriggio di grandi emozioni.

GUARDARE AL FUTURO. In questo momento di grave crisi bisogna avere un pizzico di ottimismo, altrimenti è meglio chiudere subito baracca e burattini. Dobbiamo guardare avanti e sognare di rivedere gli ippodromi pieni anche di bella gente (non solo nel giorno del Lotteria), funzionali ed accoglienti con ristoranti alla moda. Nel frattempo, Gentile Segretario, mi ascolti, ripristini subito la formula magica.

Con stima.

SALVIO CERVONE