"L’imprenditore, a capo di una holding da 600 milioni di euro di fatturato e 2200 dipendenti, ha rimarcato nel suo discorso che «le aree di intervento sono e rimangono quelle classiche: il presidio delle manifestazioni, lo start up di nuove rassegne, l’ampliamento delle infrastrutture, l’attività di internazionalizzazione, la creazione di servizi ad alto valore aggiunto per i clienti delle fiere, espositori e visitatori.»
"Al contempo, Riello ha precisato: «il ragionamento che stiamo compiendo è quello di strutturare la linea di azione tenendo conto dello scenario economico attuale. La Fiera è un partner delle aziende dei diversi settori afferenti alla propria attività di organizzatore diretto, ancor più in una fase economica di crisi. Una crisi strutturale, la quale necessita di un modello di business che deve tenere conto di tale scenario, anche in merito all’attività di internazionalizzazione, strategica per lo sviluppo dell’azienda e dei propri clienti: grandi gruppi e piccole e medie imprese».
"Per lo sviluppo futuro di Veronafiere, il Presidente Riello individua la necessità di «potenziare l’attuale modello di business, concentrandosi non solo sullo sviluppo per linee interne, ma anche sugli accordi di partnership tra operatori, nell’attività di integrazione verticale tra i diversi soggetti della filiera, quali segreterie, quartieri, allestitori, al fine di ridurre i costi, aumentare l’efficienza e migliorare la qualità degli eventi. Diventa inoltre essenziale realizzare politiche di integrazione orizzontale tra diversi quartieri eccellenti, con complementarietà di eventi o mercato, per migliorare l’efficacia per l’espositore».
"Anche sul fronte delle infrastrutture, per Riello l’azione si deve ispirare a «investimenti orientati alla qualità e al miglioramento del servizio a espositori e visitatori».
Infine, sempre sulla linea del Piano di Sviluppo Industriale e in coerenza con gli indicatori economici di riferimento, «confermiamo la disponibilità a partecipare fattivamente alla creazione di un sistema fieristico del Nord Est, che si basi su modelli di sviluppo efficaci ed efficienti».



















08/02/2012


