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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Un purosangue e un'amazzone
la loro storia è un inno alla vita

Questa è la storia di un cavallo, un cavallo nato per correre veloce, selezionato per fare i tempi, ma questi tempi non arrivavano mai e… “Non prendi una vita e la butti via in blocco solo perché ha qualche difettuccio” Seabiscuit.

ZADOK, PSI baio ciliegia nasce nel 2004 da Charcot e Sheridan, viene acquistato dal proprietario di una delle tante scuderie di Capanelle a 18 mesi alla fiera di Milano. In lui erano riposte grandi aspettative, per genealogia, per temperamento, per bellezza. Ma quei piedi, quei talloni troppo bassi... i tempi non arrivavano mai, sempre troppo lontano dalla perfezione richiesta. Gli allenamenti infiniti e un carattere di ferro lo portano al terzo posto nella corsa di “ebutto” a Capannelle a tre anni. Ma il dolore era troppo, i piedi in fiamme comportavano lunghi periodi di fermo inaccettabili per il suo proprietario.
La prima volta che l’ho visto usciva dal suo box con fare circospetto, era attento a tutto ciò che lo circondava, scettico ma non timoroso, le orecchie tese, sembrava chiedersi da quale dei tanti uomini che lo circondavano sarebbe arrivato il pericolo. “Contro chi devo combattere?”. Mi sono innamorata immediatamente di questo cavallo cosi fiero da non accettare uno zuccherino ma cosi sensibile da capire appena gli sono salita in groppa che in me c’era qualcosa di diverso, una mano più sensibile forse? No una mano di meno, meglio un braccio.
Sono nata con un’agenesia al braccio sinistro, non è una disabilità, o meglio io non la vivo così. Il mio punto di partenza può essere più faticoso rispetto agli altri, dall’allacciare le scarpe all’aprire una bottiglia d’acqua, ma si fa. L’arrivo è il medesimo per tutti noi ciò che cambia è il percorso che intraprendiamo per giungervi. Ho sempre messo in pratica questo mio modo d’essere anche grazie alle persone che mi hanno accompagnato nella mia carriera equestre;dalla prima istruttrice che mi ha seguito sui pony Luisa Innocenzi, al Campione Olimpionico Federico Euro Roman, tecnico del “Dragoncello” scuola federale dove ho montato per più di dieci anni e ultimo, ma non meno importante degli altri, Corrado Cappetta un vero “sussurratore” che  mi ha aiutato molto nell’ultimo anno.
Trotto, galoppo, una staccionatina che divideva le due piste dove normalmente si allenavano gli altri cavalli ed era già il mio cavallo. Deciso, irruento, ma anche estremamente rispettoso ed attento, non ho mai usato niente che non sia una cavezza per gli spostamenti e Zadok oltre ad essere un purosangue è anche intero.
Il primo periodo di “doma” è stato divertente ma anche faticoso, voleva solo galoppare e non poche volte mi ha trascinato in folli corse lungo gli argini del Tevere. Poi sono arrivati i primi saltini e velocemente le prime gare. Un cavallo da Completo coraggioso e velocissimo, si piazza al 3°posto in una tappa dei “Campionati Italiani” dei cavalli di 4 anni ad  Arcinazzo Romano.
Oggi nella disciplina del salto ad ostacoli nelle categorie B110 e C115 gareggiamo insieme, siamo un binomio, lui aiuta me in sella come io mi prendo cura di lui a piedi, aspettando i Campionati Italiani che si terranno a Luglio ai Pratoni del Vivaro. Il Purosangue Inglese è un animale fiero, intelligente che odia essere sottomesso e alla violenza risponde con estrema veemenza ed altrettanta violenza, è un animale generoso, coraggioso ed estremamente sensibile, è uno specchio di noi stessi, riescono a leggere meglio degli altri cavalli l’animo umano.
Non si donano a molti ma se lo fanno è per sempre.  Ci sono tanti Zadok negli ippodromi Italiani che aspettano solo qualcuno che creda in loro, qualcuno da aiutare proprio come il MIO magnifico purosangue ha aiutato me.