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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Trotto. Jean-Michel Bazire conquista con Belina Josselyn il suo sesto Amérique

PARIGI. Dal 1999 una femmina non s’imponeva nell’Amérique. L’impresa di succedere alla campionessa americana Moni Maker è riuscita alla francese Belina Josselyn. La figlia di Love You, magistralmente guidata da Jean-Michel Bazire, piazza un finale superbo all’esterno di tutti, prevalendo di misura sul compagno di training Looking Superb, rivelazione della corsa. La corsa si svolge come una marcia di trasferimento verso quel curvone che introduce alla lunghissima retta di Vincennes. Niente tatticismi, tuttavia, il ritmo davanti è sostenuto, così su quell'andatura importante non ci sono alternative, selezione naturale e chi avrà ancora fiato e polmoni e cuore si giocherà la corsa davanti alla stipatissima tribuna dell'ippodromo incastonato nel bosco di Vincennes.
Il finale è un crescendo rossiniano d'emozioni: quattro cavalli piombano contemporaneamente sul traguardo, con all’interno il giovane francese Davidson Du Pont e a centro pista lo svedese Readly Express. Non riesce ad aggiungersi alla lotta il vecchio leone Bold Eagle, la tattica di Nivard all’estrema attesa, annunciata alla vigilia, non si è rivelata premiante, troppo il terreno da recuperare ai quattro davanti. Solo il sesto posto nella velina dell’ordine d’arrivo per il due volte laureato della grande corsa, amara per gli italiani. Traders mai un fattore e Urlo dei Venti soltanto nono dopo aver navigato, con condotta di gara prudente, nelle retrovie. Terreno non ideale per puntare al record della corsa, visto che dopo la fitta nevicata di martedì, la pioggia della vigilia ha reso poco scorrevole il fondo.
Ugualmente di pregio il riferimento cronometrico della vincitrice, 1.11.7 in una prova che ha visto al comando nella fase iniziale Uza Josselyn nei confronti di Davidson Du Pont, Readly Express subito a contatto, quarto in corda Billie De Montfort. Sulla discesa Davidson Du Pont ha rilevato la leadership. Sul tratto in salita è stato il momento dell’entrata in scena di Readly Express che si è posto ai fianchi del leader. Il giovane sei anni francese ha tenuto botta, così lo svedese si è dovuto accontentare di attendere la dirittura d’arrivo per giocarsi la sua chance senza riuscire tuttavia a produrre l’accelerazione che fa la differenza. Lo scatto decisivo è giunto come una stoccata vincente in un mondiale di scherma da parte della regina francese, giocatissima al mattino, tanto da non reggere a tre contro uno. Si giocava soltanto lei, abbandonato Bold Eagle, rispettato ma non appoggiato da vincente Readly Express, seguito Davidson Du Pont. E’ stato un arrivo entusiasmante che ha fatto finire la voce ai cronisti di Equidia, con quattro campioni capaci di disputarsi la madre di tutte le corse.
Questione di centimetri, di un ultimo allungo, del cuore da gettare negli ultimi metri di gara. Un crinale tra vittoria e sconfitta, un pertugio che divide la gloria e la consegna alla leggenda da una sconfitta amarissima. La legge dello sport. Le ruote dei sulky che sembrano scintillare sul fondo di carbonella, tra schizzi di pioggia e di fango e la telecamera che piena di goccioline quasi nasconde l’arrivo. Poi il boato della folla. Ha vinto l’eroe, ha vinto la cavalla che tutti volevano all’arrivo.
La grandeur si chiama Jean-Michel Bazire: tre cavalli da lui allenati nel marcatore, sesto Amèrique di cui quattro come driver più due come allenatore: Chapeau. (Paolo Allegri)