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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Trotto. Gentleman punito, ma nessuno glielo dice.......

Caro Direttore, con la presente voglio raccontare ai miei colleghi ma anche a tutti i trottofili d'Italia perchè non mi vedranno in pista fino al 27 aprile. Per chi non mi conoscesse mi presento come appassionato, proprietario e gentleman driver romano, vivo il mondo dell'ippica praticamente da sempre, in realtà non ricordo se ho amato prima i cavalli o la Lazio, dovessi fare un breve excursus nel passato i miei ricordi volano su cavalli indimenticabili come Lucrezio Caro ed il ritorno della Lazio in serie A nel 1988, stagione in cui peraltro tornammo alla vittoria nel derby dopo ben dieci anni grazie al primo goal nella massima serie di un allora giovanissimo Paolo Di Canio.
Calcio e cavalli, un binomio che ha accompagnato tutta la mia vita ma torniamo al motivo per cui ho pensato di scrivere ovvero al mio appiedamento di tre mesi (dal 26 gennaio al 26 aprile 2016), per raccontare la vicenda sono costretto a fare un salto indietro nel tempo esattamente al 4 ottobre 2015 quando, all'ippodromo di Montegiorgio dove ero partente nella corsa gentleman in sulky a Sri Lanca, sono stato appiedato 5 giornate per aver forzato un passaggio; dopo aver rivisto attentamente la corsa ed essermi convinto del provvedimento totalmente ingiusto nei miei confronti ho comunicato il mio disaccordo al Presidente di giuria che però è stato irremovibile nella sua decisione. A quel punto d'istinto ho sbattuto il telefono richiamando involontariamente l'attenzione di un commissario che ha esordito con un "cosi lo fai a casa tua", la situazione ammetto che è subito degenerata in una conversazione poco signorile da ambo le parti e si è conclusa con un mio v.... bip.
A fine convegno dello stesso 4 ottobre, quando sono andato a ritirare la licenza sono stato informato del nuovo provvedimento a mio carico: "sospeso con effetto immediato dal 4/10/2015 al 12/11/2015 per offese e minacce nei confronti dei componenti direzione corse, 40 gg più il deferimento commissione disciplina in prima istanza" . Nello stesso giorno (4 ottobre 2015) ho ricevuto un ulteriore sospensione dalle corse dal 13/11/2015 al 17/11/2015 (5 gg) per "offese verso altro guidatore". Trascorsi i 45 giorni di appiedamento sono tornato a correre il 21 novembre presso l'ippodromo delle Capannelle vincendo il Premio Squillo in coppia con la mia splendida Penelope Esse. Da sottolineare che durante i 45 giorni di standby dalle corse non ho ricevuto nessuna comunicazione telefonica ne scritta dagli organi di competenza ne dalla commissione di disciplina dove sono stato deferito. La mia attività di gentleman driver in questi mesi è proseguita regolarmente tra le varie piste d’Italia, questo fino a venerdì scorso (29 gennaio) quando, all'atto della dichiarazione dei partenti il mio nominativo non è stato accettato dall'ufficio tecnico, ad avvisarmi è stato Daniele Quarneti che al momento di comunicare De Caro partente con un "suo" cavallo in una corsa in programma domenica a Montegiorgio ha scoperto il problema. Come ho spiegato sopra, nessuno in questi tre mesi e mezzo mi ha contattato per spiegarmi l'evoluzione della vicenda ne per ascoltare la mia versione dei fatti.
Nella mattinata di venerdì scorso dopo la telefonata allarmante di Quarneti ho pensato se poteva esserci stata qualche comunicazione a cui non ho prestato la giusta attenzione, soprattutto nella casella di posta elettronica poichè non usandola spesso, mi capita di aprirla e trovarla intasata da pubblicità e altre comunicazioni inutili. Probabilmente l’avviso è rimasto tra le mail a cui non ho dato considerazione ma è giusto che una comunicazione così importante venga affidata ad una semplice mail che peraltro non ha nessun valore legale? In tre mesi e mezzo nessuna mail inviata ad un indirizzo di posta certificata, nessuna raccomandata ne telefonata, neanche per comunicarmi che la spiacevole vicenda si era conclusa con pesanti provvedimenti nei miei confronti ovvero tre mesi di sospensione dalle corse (esattamente dal 26 gennaio al 26 aprile 2016), ad oggi tutto è finito così, senza alcun diritto di replica da parte mia.
Chi, come me,  frequenta il mondo delle corse, vive in prima persona o assiste ad ingiustizie giornalmente, dalle scorrettezze in pista tra colleghi alle incoerenze nei provvedimenti presi dalle giurie, incoerenze palesi al punto da diventare talvolta imbarazzanti. Tutto ciò si ripercuote sul nostro settore con effetti decisamente negativi, siamo già chiamati al sacrificio per sopravvivere ad una crisi inarrestabile, evitiamo almeno di far vivere ai pochi sopravvissuti che ancora credono ed investono nel nostro settore vicende come quella che ho appena raccontato. In questi anni di conti che non tornano mai leggo spesso il termine rilancio ma siamo sicuri che sia davvero la crisi economica ad affondare e distruggere il nostro amato sport oppure sono le ingiustizie a cui, tra ipocrisia e rassegnazione abbassiamo la testa ogni giorno?
Dal 27 aprile tornerò in pista, come i grandi cavalli che si concedono lo stop invernale per poi ripresentarsi sull’ovale sabbia, criniera al vento e frusta al cielo.

GIANPAOLO DE CARO