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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Tokyo 2020: Sara Morganti “ Emozionata e pronta a dare il massimo”

Sara Morganti e  Royal Delight nella foto di Stefano Grasso
Sara Morganti e Royal Delight nella foto di Stefano Grasso

Su un'amazzone come lei ci sarebbero volumi su volumi da scrivere. È la Campionessa del Mondo in carica di Paradressage e stiamo naturalmente parlando di Sara Morganti. Chiudiamo con lei questa serie di interviste alla vigilia dei Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Domani, mercoledì 25 agosto (ore 9.00 Jap; le 2 del mattino in Italia) si svolgeranno le horse inspection, poi si partirà con le gare. 

Grande lavoratrice nella vita (si occupa della segreteria di una grande azienda informatica) Sara è un orologio svizzero anche nella gestione della sua attività sportiva e non lascia mai nulla al caso.

Nonostante il suo interminabile curriculum presenti Giochi Paralimpici, World Equestrian Games, Campionati d’Europa (solo per citare i più importanti) anche Sara sta vivendo la vigilia dei Giochi giapponesi con una certa emozione. 

“Tra la felicità di esserci – ha detto la Campionessa del mondo in carica - il desiderio di fare il meglio che posso e la speranza alla luce dei tanti cambiamenti, (anche nel grado I la gara si fa sempre più difficile ndr.) e il posticipo di questa paralimpiade dovuto alla pandemia, sto vivendo un miscuglio di emozioni, ma come sempre metterò tutta me stessa anche in questa edizione dei Giochi. Parto con la consapevolezza che sarà difficile... a me basterà uscire dal campo sapendo di aver fatto il massimo”. 

Sotto la sella di Sara, anche in questa occasione, ci sarà la mitica Royal Delight: ‘La signora’ - così l’ha definita l’amazzone azzurra nel corso dell’intervista - in considerazione della grande esperienza della sedicenne baia dal carattere gentile. E in effetti basta dare uno sguardo al curriculum sportivo di Sara e Royal per rendersi conto del feeling che si è creato tra loro. Un quarto posto a Londra 2012, un argento nella gara tecnica e un oro nel freestyle ai World Equestrian Games di Caen nel 2014, poi la disavventura di Rio 2016, ma subito dopo nel 2018 il riscatto ai World Equestrian Games di Tryon, in cui Sara e Royal hanno davvero dettato legge, mettendo al collo due strameritate medaglie d’oro: una nella prova tecnica, l’altra in quella artistica. E poi ci sono i Campionati Europei, in cui il rodato binomio (tra il 2011 e il 2019), in cinque edizioni disputate, ha portato a casa due argenti e ben cinque medaglie di bronzo.

Ma qual è il segreto del successo? “È certamente l’incessante lavoro – afferma convinta l'amazzone tesserata per il Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre – unito a tantissimi sacrifici. Le mie ferie, i miei permessi, il mio tempo libero sono tutti dedicati a questa mia grande passione; poi non ci sono sabati, domeniche o feste. Credo davvero che il più grande sacrificio in questi anni lo abbia fatto mio marito Stefano, che mi ha seguito in tutto e per tutto in questo lungo percorso. E poi c’è il mio grande team con Alessandro Benedetti e Laura Conz che mi seguono dal 2013, mia sorella Victoria presente sempre e ovunque e che in occasione di queste Paralimpiadi si è occupata della preparazione logistica e di tutti i dettagli della partenza. Un lavoro incredibile; per questo credo che le medaglie vinte, i successi ottenuti e la conferma nelle prime tre posizioni del mondo ormai da anni, non sarebbero stati possibili senza il loro determinante contributo. Sebbene il nostro, dal punto di vista normativo, è uno sport dilettantistico noi organizziamo il lavoro come dei veri professionisti non lasciando mai nulla al caso. Penso, infatti, anche a chi lavora dietro le quinte, perché tutto funzioni; a chi in questo momento è a casa a pensare agli altri cavalli” (Ferdinand di Fonte Abeti e Mariebelle ndr). 

E a proposito di altri cavalli… “Considero Mariebelle il mio secondo cavallo – ha commentato Sara – anche se le percentuali realizzate in questi ultimi tempi, per un attimo, mi hanno fatto pensare che avrei anche potuto portare lei qui a Tokyo. Abbiamo chiaramente pensato, alla fine, che l’esperienza di Royal sarebbe stata un valore aggiunto in questa edizione dei Giochi così particolare. Nel frattempo Ferdinand si sta dedicando al dressage, così nei ritagli di tempo anche io faccio il tecnico seguendo mio nipote. I cavalli hanno sempre bisogno di attenzioni e ai miei non ho mai fatto mancare niente. La particolare intesa con Royal? Io e lei abbiamo un patto: dopo ogni appuntamento importante dell’anno un meritato lungo periodo di riposo al prato”, ha concluso la Campionessa del Mondo.