Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

Sviluppare attenzione e partecipazione nei cavalli inibiti

La cosa che più mi disturbava della mia precedente esperienza di equitazione era la PASSIVITA’ dei cavalli. 

La domanda che più riecheggiava nella mia testa era “come faccio a coinvolgere il mio cavallo nel lavoro che stiamo svolgendo e a fargli capire quando sono veramente contenta di quello che sta facendo?”

Ero veramente tormentata da questo interrogativo. Il lavoro che stavo svolgendo non mi piaceva più. Al punto che  dopo aver comprato il mio puledro lo lasciai al prato  per un anno fino a che ,mi dissi, non mi fossi chiarita le idee.

Notai che i cavalli venivano divisi con semplicità in due categorie: Gli apatici, erroneamente identificati come cavalli buoni e affabili o i ribelli che passano spesso di mano in mano fino a chissà quale destino. Ma questo è solo il frutto, o forse sarebbe meglio dire la risposta, di una sottomissione forzata.  E’ chiaro che ci sia chi si arrende e chi combatte ma non dovrebbe essere necessariamente cosi!  Oggi vorrei parlare dei cavalli chiusi in sè stessi. Posso dire con fermezza che cambiando approccio questi sbocciano rivelando meravigliose personalità tutte da scoprire.

Ricordo che durante il mio processo di cambiamento mi misi a fare qualche esercizio di clicker training con il mio pony da scuola e mi accorsi che all’inizio fu molto stranito dal mio comportamento.  Infatti non gli era mai stato chiesto di fare qualcosa di sua iniziativa  ma dopo lo stupore , credetemi , vidi di nuovo una luce in quegli occhi spenti, vidi che stava iniziando ad interagire e mi chiesi  che cosa avessi fatto fino in quel momento…. Avevo perso il nocciolo della questione! Io faccio questo lavoro perché amo i cavalli non per tirare i fili di anonime marionette.

Perciò il mio consiglio è di motivare i cavalli repressi a ritrovare lo spirito di iniziativa magari attraverso esercizi di attivazione mentale quali  cercare carote nascoste in svariati posti , al fine  svilupparne l’autostima. Un'altra componente che fa sì che questi cavalli acquistino fiducia in sé stessi sono le passeggiate in particolare quelle alla mano. E’ importante che a guidare ed a scegliere i percorsi sia qualche  volta anche il nostro amico equino andando insieme  alla scoperta di nuovi posti , erbe prelibate e frutti di contadini poco contenti. Queste esperienze oltre che motivare il nostro cavallo consolidano ancor di più  la nostra  relazione con lui. .

Vedere rinascere un animale abituato ad eseguire passivamente degli ordini è molto emozionante, è un pò come se tornasse ad essere il vero protagonista  della sua vita.

Per esperienza posso dire che l’inibizione non è mai la strada giusta perciò quando ho difronte un cavallo con questo problema cerco di tirare fuori la sua vera personalità e quello che ne pensa del lavoro che svolge anche se spesso  immagino che il suo “giudizio” sia tutt’altro che positivo. Dovremo quindi, tramite il condizionamento, modificare la sua opinione in merito. Ad esempio potrebbe accadere che, una volta lasciato libero di esprimersi, un cavallo che ha sempre lavorato impeccabilmente in campo manifesti il ripudio di questo luogo. Sarà allora  nostro compito creare associazioni positive relative al maneggio in modo tale da cambiare le aspettative negative maturate nel tempo. Solo successivamente  chiederemo qualche minuto in più di lavoro effettivo fino ad arrivare al risultato voluto. Le cosiddette “difese” non vanno MAI inibite in quanto sarebbe come nascondere polvere sotto al tappeto ma è costruttivo domandarsi il perché di questi comportamenti iniziando con calma e positività un percorso per tornare felici entrambi  cavallo e cavaliere!