Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

Stati Generali dell'ippica, la relazione di S. Mattii

RELAZIONE del giornalista SALVATORE MATTII agli Stati Generali dell’ippica, organizzati a Roma dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali:

1) COSA PROPONE PER LA RIORGANIZZAZIONE ED IL RILANCIO DEL SETTORE IPPICO ITALIANO?

Deve diventare obbligatorio l’organigramma, con i nomi di tutti i dipendenti UNIRE, le loro mansioni ed ogni settore deve avere un responsabile.
Qualunque utente attraverso la pubblicazione giornaliera dei movimenti del gioco deve avere la possibilità di conoscere in tempo reale le entrate dell’ente, deducibili da un semplice calcolo matematico. Siccome in passato i soldi si sono arenati tra AAMS e UNIRE, le cose sono due: o i soldi ritornano direttamente all’UNIRE come era una volta, o bisogna creare un meccanismo che consenta all’UNIRE di ricevere questi soldi.
Tutte le entrate, tutti i contratti, tutte le spese, tutte le delibere devono essere alla portata di tutti i cittadini (come accade nei paesi scandinavi) in modo che ognuno possa conoscere giornalmente la situazione dell’ente.
La trasparenza quindi è necessaria per non alimentare i dubbi e le paure del passato.
Bisogna specificare che cos’è un ippodromo e quali strutture deve avere un ippodromo per avere il diritto di esistere (esempio: bar, ristorante, parco giochi, rispetto della legge 626, gruppi elettrogeni, scuderie in ordine ecc..), magari lasciando a chi non è in regola un lasso di tempo per mettersi in regola anche attraverso incentivi monetari da parte dell’Unire.
Insieme alla modernizzazione degli ippodromi bisogna subito iniziare una campagna mediatica a tutto campo sia sulle emittenti private che su Mediaset / Rai. Dopo aver lavorato 20 anni in televisione posso dire con assoluta certezza che con la metà dei soldi spesi fino ad ora dall’ente nel settore mediatico si poteva fare un gran lavorone!
Secondo me la diminuzione delle giornate va sempre mediata con gli ippodromi, magari studiando incentivi a chi comunque, indipendentemente dalle giornate di corse, tiene l’Ippodromo come un giardino facendone un centro di aggregazione.
Creare scuole per i mestieri che ruotano intorno all’ippica, ed in contemporanea quella che io chiamo la “collina del cavallo” dove brocchi e cavalli a fine carriera possano trovare una loro sicura collocazione.

2 - PER RAGGIUNGERE QUALI OBBIETTIVI ED IN QUALI TEMPI?

L’obbiettivo è quello di far diventare l’ippica popolare, attraverso televisione e posti accoglienti, di creare la cultura del cavallo organizzando gite di studenti nei posti in cui si trovano i cavalli avendone un grande vantaggio di immagine e inviando il messaggio che una palla non può essere sicuramente meglio di un cavallo.
I tempi non devono essere necessariamente indicati, si inizia a lavorare per concludere un lavoro.

3 - CON QUALE POLITICA DI INVESTIMENTI?

Per la trasparenza dell’Unire basta qualche computer, un sito Internet e qualche dipendente che comunque in un ente sovraffollato dovrebbe già esserci.
Per rendere gli ippodromi accoglienti bisognerebbe studiare un incentivo dai 25 ai 30 milioni di Euro, che non basterebbe a coprire tutta la spesa ma che comunque sarebbe un aiuto consistente. Ovviamente tutti i lavori dovrebbero essere concordati e controllati dall’ente.
La collina del cavallo si fa con un milione e mezzo di euro l’anno, ma  a livello giornalistico e mediatico avrebbe un ritorno quasi incalcolabile.
Per la televisione e giornali ci sono i soldi che AAMS deve per legge all’Unire (circa 5 milioni di euro), quindi l’operazione non costerebbe nulla. Lavorando da 20 anni per le televisioni italiane ed estere, mi sono permesso di fare un giro consultivo tra le 620 emittenti  private disposte sul nostro territorio, e come esempio ho rilevato la disponibilità alla seguente operazione che costerebbe circa 4 milioni e mezzo di euro:
- Dirette o semidifferite dei 12 Gran Premi di gruppo 1 su Rete 4, quintè settimanale sui 2 telegiornali sportivi di Italia 1, magari il primo con il pronostico del quintè ed il secondo con l’arrivo e la quota.
- Sei ore di trasmissione ippica professionale il sabato e la domenica sul Canale Snai Sat su un canale satellitare libero e su una dozzina di importanti emittenti private.
- Rubrica settimanale riservata a categorie e a comunicazioni Unire sugli eventi più importanti della settimana, sempre sulle emittenti private e sui canali satellitari.
Il tutto avrebbe un impatto enorme sul pubblico e finalmente farebbe conoscere l’ippica alla maggior parte della popolazione che a mala pena sa dell’esistenza del nostro sport.

4 - CRITICITA’ PARTICOLARI DA SEGNALARE?

Si potrebbe dire un mondo che va a rotoli.
Mancanza totale e clamorosa di presenza di mass media. Addirittura hanno creato un canale blu (l’Unire – ndr) e poi l’hanno criptato. Perché? Sarebbe come se il Milan e l’Inter criptassero le loro partite, è semplicemente paradossale solo pensarlo. Aldilà dei dubbi e delle voci di corridoio l’Unire ha spiegato questa decisione dicendo che è per contenere il gioco clandestino! Sarebbe come se l’automobilismo, il motociclismo, il basket ed il calcio, per non avere il gioco clandestino, facessero vedere i loro eventi in differita. Una sciocchezza del genere non è mai venuta in mente a nessuno! Oggi un ippodromo non può trasmettere le proprie corse in diretta! Come fa a farsi pubblicità?
Il guidatore di cavalli non è un atleta delle Olimpiadi. Vengono gettati dalla finestra una quantità industriale di soldi per cercare un centinaio di sostanze incredibili, quando con un kit di 28,00 € l’uno, ed un etilometro (3000,00 € per migliaia di rilevamenti) il problema sarebbe risolto.
Il numero di commissari per ogni giornata di corse sia al galoppo che al trotto è sconcertante, si va dalle 13 persone delle matinè alle 15 della Tris ed in alcuni eventi speciali si arrivati ad un numero di 18 / 19 commissari (cose da pazzi)!
L’impossibilità di avere qualunque tipo di colloqui con l’Unire cosa che incredibilmente va nella direzione opposta alla politica attuata dal Ministero dell’Agricoltura dove tutti sono gentili, presenti e pronti a fornire tutte le spiegazioni del caso.
Questa chiusura da parte dell’Unire crea spesso incomprensioni e contenziosi alla Magistratura che in passato si sono risolti con pesanti risarcimenti dei danni pagati dall’Unire, ma come dico io chi ha pagato veramente è la collettività. Si richiede che da ora in poi, ove vi fossero da risarcire i danni dei contenziosi giudiziari, a pagare non siano gli operatori dell’ippica, ma i responsabili, primo passo verso una battaglia civile che deve coinvolgere tutti i settori pubblici del Paese”.