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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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San Siro. La tedesca Lovelyn umilia Dylan Mouth

MILANO. Un autunno da dimenticare per la scuderia Effevi. Azzeccarbugli in ombra nel Gran Criterium quando tutti si aspettavano che il pupillo di Stefano Botti allevato in Irlanda allungasse la serie positiva e dopo Criterium Partenopeo e Rumon siglasse con stile limpido anche la classicissima dei 2 anni, e Dylan Mouth incredibilmente battuto nel Jockey Club, causa il terreno, ma anche di quel tentativo ad Ascot nelle King George che è rimasto nelle gambe al favoritissimo della grande classica autunnale sui 2400 di San Siro. Dylan Mouth si è arreso senza lottare come gli era successo altre volte, ad una Lovelyn già ammirata in splendida condizione nelle Oaks, e ancora regina come in primavera a Milano quando seppe trafiggere le nostre e conquistare lo scettro delle femmine mettendo in luce tutta la sua grinta. La tedesca viaggia sicura a centro pista dove il terreno rende faticosissimo galoppare dopo un miglio di gara e quando allunga, lei che sul pesante va a nozze, Dylan Mouth, leader dal via, si accorge di avere la tanica vuota e di non poter arginare l'assalto della rivale. Si ammaina dunque il vessillo della Effevi dopo stagioni di continue vittorie e allori facilmente conquistati con soggetti di pregio, ma nessuno fa drammi perché le pedine all'altezza di ridare slancio alla formazione di Felice Villa non mancano e magari prima che il 2015 tramonti ci sarà l'atteso riscatto. Certo, tutto lasciava presumere una facile marcia di trasferimento dalla partenza all'arrivo per Dylan Mouth in relazione alla modesta statura degli avversari e al netto predominio evidenziato dal nipote di Noverre sulle nostre piste, con quota al betting abbondantemente sotto la pari e gioco inesistente con poche alternative al più atteso in campo. Lovelyn, diciamo subito ha tuttavia meritato di far suo un Jockey affrontato con baldanza e determinazione, grazie alla monta di Starke (doppio per lui nel pomeriggio dopo il successo ottenuto con Felician nel Memorial Enrico Camici) e ad un potenziale che la femmina ha saputo esprimere al meglio sul terrenaccio di San Siro. Dignitosa la prova di Duce di Mantova terzo davanti a Paradise, mentre per gli altri non c'è stato scampo. Biz Heart è il nome nuovo emerso con belle folate nel Gran Criterium, monta energica e ispirata di Fiocchi e balzo in avanti come rendimento del figlio di Roderic O'Connor, portato con mano felice al top della forma da Stefano Botti per l'atteso cimento giovanile. Tutto facile alla conclusione per Biz Heart, sollecito nel guadagnare terreno e devastante nel travolgere alla fine il troppo ardimentoso Seant, quinto sul palo, mentre Azzeccarbugli era settimo in evidente affanno.