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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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San Marcello, una giornata speciale dedicata ai cavalli

Marco Pagliai in campo. Foto Francesca Manca
Marco Pagliai in campo. Foto Francesca Manca

Una giornata dedicata ai cavalli ed imperniata su come riuscire a comunicare con loro senza forzature e violenze. Questo lo spirito dell’incontro che si è tenuto nel Circolo ippico Pelliccia, a San Marcello Pistoiese, nella giornata di sabato 8 luglio. Organizzatore ed anfitrione dell’evento Marco Pagliai  (Addestramento Etologico )  che ha voluto chiamare attorno a se quattro rappresentanti di altrettante scuole di horsetraining:  Franco Giani ( istruttore Parelli), Giulia Gaibazzi (Istruttore dell'Ecole de Légèreté) Francesco Vedani (Ars Equitandi) e Christiane Moeller – Laquus ( istruttore Monty Roberts). Lungo tutto l’arco della giornata, che ha visto svariati altri eventi collaterali, è stato chiesto a ciascuno degli istruttori di interagire, oltre che con i  propri cavalli, anche  con alcuni puledri ed altri soggetti “difficili”. Impresa complicata, ovviamente, data anche la situazione particolare all’interno della quale addestratori e animali si sono trovati ad interagire. La musica, il rumore di fondo e la stessa presenza del pubblico, tra l’altro molto numeroso ed interessato, non agevolano la necessaria concentrazione con il rischio di falsare, forse, le aspettative. Ma in fondo il vero messaggio che si voleva trasmettere credo fosse un altro. Per la prima volta scuole di pensiero e metodologie di addestramento diverse si sono confrontate in serenità bandendo polemica e conflittualità.
La ricerca comune è stata indirizzata verso ciò che unisce e da questo atteggiamento, che faceva costante riferimento alla dimensione affettiva ed emozionale, sono emerse alcune riflessioni interessanti. Una fra tutte che ci sembra importante sottolineare. Il cavallo, ogni cavallo, in quanto essere vivente possiede capacità, personalità e caratteristiche proprie. L’uomo di cavalli che voglia interagire con lui deve quindi modulare la sua tecnica partendo dall’individuo che ha di fronte. Non possono esistere protocolli standardizzati validi per tutti, ma ogni addestratore, pur partendo da una determinata scuola di pensiero, può e deve poter utilizzare quello specifico suggerimento che gli sembra più adatto per comunicare con la ‘singolarità’ del cavallo che ha di fronte. E questo significa confrontarsi, informarsi, leggere insomma fare cultura recuperando il buono del passato e del presente e cercando di ricostruire quel pensiero equestre che in Italia è stato spesso trascurato.
Ma a proposito di cultura, molto interessante e foriera di nuove riflessioni è stata la proiezione dei video del lavoro scientifico svolto da Paolo Baragli, Elisa Demuru, Chiara Scopa ed Elisabetta Palagi, per capire se anche i cavalli, come altri animali, sono capaci di riconoscersi allo specchio. Un approfondimento sulla vita mentale dei nostri compagni a quattro gambe che ci invita a tenere sempre più conto, quando ci rapportiamo a loro, della complessità e ricchezza del loro mondo interiore.
Una giornata interessante quindi e ci auguriamo foriera di ulteriori sviluppi, che ha visto tra le altre cose, premiato il libro di Marco Pagliai e Paolo Baragli “Cavalli allo Specchio”, vincitore, a giusto titolo, del concorso di   Voci per i cavalli.