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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Riflessioni sul codice di comportamento FEI

Tiziano ed i suoi cavalli
Tiziano ed i suoi cavalli

Ricordare un amico vuol dire fare in modo che la sua voce continui a diffondersi negli ambiti che gli sono stati cari e che  i suoi pensieri siano fonte di riflessione anche per coloro che non  hanno avuto modo di incontrarlo. Per questo Cavallo2000 ha scelto di ospitare ( con cadenza settimanale) alcune interessanti riflessioni di Tiziano Bedostri sul Codice di comportamento Fei in merito ai principi etici che dovrebbero guidare la nostra relazione con il cavallo.

1. In tutte le discipline equestri il cavallo è sovrano.


Peccato…
- Peccato che l’uomo – il cavaliere? – si dimentichi spesso dell’ATTORE PROTAGONISTA, di quel compagno generoso che gli consente di primeggiare, di dissetare il proprio ego, di soddisfare il proprio istinto vanesio, di sopperire alle proprie incapacità tecniche…
- Peccato che gli “addetti ai lavori” definiscano il cavallo come il “mezzo”, quel mezzo da cambiare quando, esausto a causa di lavoro “improprio”, manifesta il suo legittimo dissenso nell’esecuzione di un salto o di altra performance…
- Peccato che in tanti anni abbia sentito raramente, durante le cerimonie di premiazione o eventi similari, un pensiero di gratitudine rivolto al cavallo…
- Peccato che il “trainer” sia prevalentemente orientato a “domare” piuttosto che addestrare, persuadere, collaborare…
- Peccato che la Federazione planetaria degli sport equestri abbia stilato un buon codice di condotta e non venga mai esposto e/o spiegato in alcuna scuola di equitazione
UN VERO PECCATO!

Eppure…
- Eppure esistono angoli del pianeta nei quali i cavalli galoppano liberi e gioiosi in branco…
- Eppure capita di scorgere dei cavalli liberi in un campo ostacoli che spontaneamente li saltano, seguendo un ancestrale istinto…
- Eppure ci sono uomini che osservano i cavalli, li ascoltano e imparano…
- Eppure c’è chi esprime al cavallo gratitudine; una semplice carezza può offrire nuove dimensioni comunicative e relazionali…
- Eppure c’è chi ha vissuto la dimensione del binomio, quello stato di fusione tra uomo e cavallo, d’ intesa oltre i gesti tecnici, un’unica entità formata da due esseri che si muovono all’unisono…
EPPURE E’ POSSIBILE!!!
 
2. Il benessere del cavallo deve predominare sulle esigenze degli allevatori, degli allenatori, dei cavalieri, dei proprietari, dei commercianti, degli organizzatori, degli sponsor e degli ufficiali di gara.


Benessere …
Ben – essere
1 Stato felice di salute, di forze fisiche e morali (le fatiche e gli esercizi che giovano al ben essere corporale - Leopardi)
2 Condizione prospera di fortuna e agiatezza
3 Sensazione soggettiva di vita materiale piacevole …
(vocabolario Treccani)


Un’osservazione …
Sovente i cavalli si affacciano alla porta del box con le orecchie protese ad ascoltare rumori impercettibili, con le nari dilatate per percepire odori impalpabili, con gli occhi immobili che scrutano orizzonti infiniti, quegli occhi che probabilmente ricercano lo status di equino perduto …
Forse l’uomo nella relazione millenaria con il cavallo, rispondendo all’ancestrale attrazione che permea da sempre questo misterioso rapporto, ha imposto una relazione tendente ad umanizzare il cavallo, partendo dal proprio punto di vista, quello umano, trascurando quello equino …
A fin di bene, assolutamente a fin di bene, soprattutto nel terzo millennio …
Una semplice osservazione, una chiave di lettura possibile, uno stimolo alla riflessione.