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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Quintana di Foligno, cronaca di una morte annunciata

ENPA-IHP comunicano "Sabato sera, durante la manifestazione storico-folkloristica “Quintana di Foligno” un cavallo ha subìto un gravissimo incidente: il cedimento di una zampa mentre si accingeva a percorrere una curva. Il cavallo in questione si chiamava Wind of Passion, era un purosangue inglese ed è morto ieri mattina presso la Clinica veterinaria di Perugia.

Nei mesi scorsi c’era stata una serrata discussione attorno al possibile ritorno dei cavalli di razza purosangue inglese (PSI) in queste manifestazioni: il loro impiego era stato vietato dalla più recente Ordinanza del Ministero della Salute (c.d. Ordinanza palii), in quanto considerati cavalli troppo veloci e troppo fragili per correre in circuiti come quelli in cui si svolgono palii, giostre e quintane. La decisione era venuta dopo numerosi gravi incidenti accaduti a cavalli PSI negli ultimi anni.

Di recente ENPA e IHP erano venute a conoscenza di insistenti pressioni, da parte di molti organizzatori, verso il Ministero della Salute affinché consentisse una deroga all’uso dei PSI.
L’Ordinanza parla chiaro: “Nelle manifestazioni che prevedono corse di velocità è vietato l’utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese”. Con quali motivazioni è mai possibile aggirarla? Semplice: dicendo una colossale bugia e cioè che alcune di queste gare non sarebbero considerabili corse di velocità perché non ci sono più cavalli in pista contemporaneamente. Peccato che il fattore velocità conti moltissimo anche nelle prestazioni individuali come giostra e quintana: basta guardare i regolamenti, dove il punteggio è dato anche dalla velocità, nonché gli articoli e i commenti riguardanti queste gare.

Dopo una prima lettera scritta il 24 gennaio al Dott. Borrello, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, abbiamo ottenuto un incontro il 9 marzo con lui e alcuni funzionari, esponendo tutte le nostra contrarietà a valutare una deroga che non stava in piedi né dal punto di vista formale né sostanziale: oltre a essere notorio che la velocità è caratteristica intrinseca non solo dei palii ma anche delle giostre e delle quintane, quale senso può avere concedere una deroga solo sulla base dell’interpretazione di una parola, se parallelamente non si adottano concreti strumenti di tutela dei cavalli? Individuare delle morfologie di cavalli adatte a ciascun percorso, con riferimento alle sollecitazioni subìte; stilare un elenco degli impianti di gara e di allenamento; creare un database dei cavalli, dei circuiti e dei fantini per avere una totale tracciabilità e dati precisi sugli incidenti: sono state queste le nostre proposte rivolte al Ministero.

Dopo una prima promessa di un nuovo incontro e di un contraddittorio tra le parti, mai avvenuto, non abbiamo più ottenuto alcun risposta, nonostante una nuova lettera scritta il 20 marzo. Nel mese di aprile si sono fatte più insistenti le voci negli ambienti delle corse storiche, secondo cui la deroga era ormai cosa fatta. Infatti Foligno, Ascoli, Narni e altri annunciavano con soddisfazione l’imminente ritorno dei PSI.
Con tempismo quantomeno sospetto, il 13 maggio si è tenuto un convegno a Foligno, dal titolo "Valutazione del rischio nelle manifestazioni popolari in cui vengono impiegati equidi": organizzato dall’Ente Quintana, vi hanno partecipato praticamente tutti i principali interlocutori della bagarre legata alla reintroduzione dei PSI.
Infatti, nonostante i nostri ripetuti appelli, Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali hanno proseguito sulla loro strada, accontentando chi nell’impiego dei cavalli purosangue cercava solo una maggiore spettacolarizzazione delle manifestazioni, come peraltro impunemente dichiarato anche in alcuni articoli. Totalmente ignorate le istanze delle associazioni così come i pareri di alcuni professionisti, tra cui il Prof. Pepe e il Dott. Giovagnoli che hanno spiegato i fattori di rischio di rottura delle articolazioni in presenza di sollecitazioni eccessive o di controlli inadeguati.

Ecco perché l’incidente di ieri non è un incidente, ma una morte annunciata e in qualche modo voluta dalla pervicace ostinazione di alcuni a cercare lo spettacolo a discapito della tutela degli animali. Per questo motivo ENPA e IHP presenteranno un esposto alle autorità competenti, per fare luce sull’applicazione di una deroga a nostro parere illegittima e per individuare eventuali responsabilità.
Nell’esposto verrà chiesto anche il sequestro del corpo del cavallo e  dei video relativi all’incidente. Infatti le immagini, trasmesse in diretta dal sito Ente Quintana e poi misteriosamente sparite, hanno mostrato il cavallo rompersi l'anteriore destro alla penultima curva. Secondo le testimonianze da noi raccolte, la frattura era scomposta con l'arto che penzolava. Per questo motivo i soccorritori si sarebbero premurati di oscurare la vista con un telo e facendo barriera circondando il cavallo. Sempre secondo le testimonianze, sarebbero occorsi oltre 20 minuti per caricare il cavallo sull'ambulanza perché non avevano un'imbracatura per farlo salire.