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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Quell'inferno chiamato colica

La cavalla della quale ci racconta Giorgia
La cavalla della quale ci racconta Giorgia

Ci si può credere o forse no, ma credo fermamente che ci sia un destino anche per i cavalli e per gli uomini che incontrano il loro destriero, quello che li segnerà, poi, per tutta la vita.
Il ricordo di una perdita prematura di un cavallo non li abbandonerà mai e sarà per loro un dolore irrisolto.

Dopo 20 anni sono entrata nella farmacia dove pensavo mi fosse stato dato il farmaco miracoloso che avrebbe risolto il malessere della mia cavalla. Probabilmente chi aveva prescritto il Finadyne sapeva bene che sarebbe stato solo un palliativo. Un farmaco maledetto che avrebbe messo a tacere, per un po’, solo la mia ansia, piuttosto che lottare per avere delle cure più adeguate.

Essere capitati in “mani sbagliate” questo è il rimorso con cui mi scontrerò per tutta la vita. Diagnosticare una colica è il primo step, accertarne la gravità, PER TEMPO, è la salvezza!

Sconvolgente fu la domanda di questo presunto professionista che a quel tempo, vent’enne e inesperta, mi aveva fatto: “con questa cavalla cosa ci devi fare?”.
Ricordo ancora nitidamente l’incredulità, la carezza vigorosa sul collo della mia cavalla grigia e la riposta: “è una compagna, secondo lei cosa ci devo fare?”.
Lui continuò esordendo che sarebbe stato opportuno portarla in clinica e che il prezzo sarebbe stato elevato.
La freddezza di tutto questo in cambio dell’amore di certo non arrestò la concessione all’uso del portafoglio. Ebbene sì, perché chi si avvicina a questo mondo deve sapere che gli oneri vanno ben oltre la gestione di routine. Si può incappare in imprevisti che determinano scelte importanti. In questo caso il più brutto inferno che un cavallo possa attraversare e il più difficile sconquasso che un umano deve aver la forza di affrontare.
Alla fine nemmeno la clinica ha potuto salvare l’anima di questo angelo. La cavalla in preda alle fiamme del dolore sbatteva sulle pareti del box quasi a far pareggiare il grado di tormento. Sono bastati pochi secondi in cui lei si è avvicinata e con il suo occhio fisso dentro al mio, mi ha chiesto di lasciarla andare. Ho scelto per lei ma per me rimarrà sempre un dispiacere enorme. Mi dissero che non c’era nulla da fare, ma fu il suo sguardo a reclamare di fermare quell’inferno. Sapevo comunque che sarebbe salita nel paradiso dei prati verdi e infiniti a galoppare e sgroppare libera dall’essere e dagli sbagli umani.

La tematica delle coliche osserva sempre un mistero, una sorta di mano che prende e da’ senza un apparente motivo. Ma l’esperienza insegna che un equino è un essere molto delicato e pretende una gestione accurata e dedicata. La causa di una colica può essere determinata da una cattiva alimentazione, fieno ammuffito, sovradosaggio rispetto al movimento limitato, “porcherie” che gli umani pensano somministrano agli animali in quanto “bestie”.
C’è da chiedersi quanto causa umana ci sia in una colica. Di certo lo sbaglio di non osservare e rispettare il corretto mantenimento del nostro compagno e, ritorno su un tema già affrontato di scelta della corretta gestione/centro in cui decidiamo di ricoverarlo.

La preferenza verso un veterinario che sia in grado di “sporcarsi” le mani. Le modalità per salvare il nostro amico sono molte, non certo prescrivere un antidolorifico per placare il male bensì capire il motivo e se serve, prima di optare per la clinica, fare delle flebo. Il tempismo comunque è sempre la prima garanzia!


Attenzione a quella colica infernale che inghiotte il nostro compagno, ci si ritorcerà contro nel nostro percorso di vita.  Ci farà conoscere il mondo equestre nella strada più veloce e determinerà le nostre future scelte. Un’impronta indelebile che ci indicherà il nostro cammino. Alcune volte l’amarezza è talmente grande da abbandonare questo mondo, altre … quest’ombra indicherà la luce verso il cambiamento e riconosceremo molto bene i professionisti, culturalmente preparati ove traspare dal loro lavoro la passione più che profitto!!!


Riflessione di una donna creativa, madre, amante della natura e dei cavalli. Affinchè ci sia un po’ di natura in ognuno di noi per farci perseguire scelte umane contrariamente a interessi di speculazione e business.