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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Presentato il Master universitario in “Cultura, tradizione e innovazione nella gestione del cavallo sportivo”

I  relatori dell'incontro con Giovanni Malagò
I relatori dell'incontro con Giovanni Malagò

“La cultura equestre italiana, la sua riqualificazione e le sue funzioni sociali e terapeutiche”. E’ questo il titolo dell’iniziativa voluta con determinazione dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e condivisa da Università della Tuscia di Viterbo, Federazione Italiana Sport Equestri e CONI per il rilancio della cultura equestre italiana. Si tratta di un’azione coordinata tra i quattro Enti, che avrà come sede il Centro Equestre dei Pratoni del Vivaro, ormai recuperato e restituito alla collettività.
 
IL MASTER UNIVERSITARIO - Parte proprio da questo confronto il primo atto del progetto che vedrà l’istituzione di tre edizioni consecutive di un Master Universitario di primo livello che svolgerà le attività didattiche presso la sede nello storico Centro Equestre dei Pratoni del Vivaro, sede Olimpica e Mondiale, che porta oggi il nome di Ranieri di Campello, cavaliere di fama internazionale e Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri negli anni del dopoguerra.
“Cultura, tradizione e innovazione nella gestione del cavallo sportivo”, è il titolo del Master che si svolgerà sotto l’egida dell’Università della Tuscia, con l’intervento di docenti del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dello stesso Ateneo, della FISE e del CONI. Il programma di studi consegnerà a un gruppo di quindici giovani laureati gli strumenti culturali e didattici per diventare professionisti nella gestione del mondo equestre.
Con questa proposta, Fondazione Terzo Pilastro, Università della Tuscia, FISE e CONI insieme vogliono far tornare la cultura al centro dello sport. Grande attenzione, tra le materie di studio del Master, sarà dedicata alla capacità terapeutica dell’equitazione e del cavallo in generale e alle esigenze dell’allevamento italiano, attraverso la formazione di figure professionali competenti e consapevoli del loro ruolo centrale.
L’iniziativa consentirà di riportare l’Italia - nazione che ha dato origine alla moderna equitazione mondiale grazie alle geniali intuizioni di Caprilli e della Cavalleria Italiana - al ruolo primario che le spetta.
Al Master – della durata di dieci mesi e la cui prima edizione partirà alla fine di giugno prossimo - saranno affiancate le numerose attività formative della FISE e dei suoi diversi Comitati Regionali, mentre l’attività sarà coordinata dall’Accademia Nazionale Federigo Caprilli, fondata e composta da cavalieri italiani olimpici e di fama internazionale e oggi, dopo Piero d’Inzeo e Adriano Capuzzo, presieduta da Giulia Serventi.
 
I PARTNER DEL PROGETTO - Il programma è stato attuato grazie al contributo triennale della Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, che ha dimostrato grande considerazione e preveggenza nei confronti dell’iniziativa. A completare l’operatività del progetto lo sforzo parallelo del CONI e della FISE, con i contributi messi a disposizione per l’impianto, oggi ancora di proprietà del Demanio, ma destinato presto al Comune di Rocca di Papa. 
“Un corso post-universitario come quello che ci apprestiamo ad inaugurare mancava del tutto, nell’offerta formativa del nostro Paese ed anzi dell’intera Europa. – ha affermato il Prof. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Si tratta di una lacuna importante che ho ritenuto doveroso colmare, da un lato per salvaguardare una tradizione di eccellenza qual è, appunto, la cultura equestre italiana, contribuendo a creare degli esperti del settore che possano peraltro inserirsi con successo in questa fetta del mercato del lavoro; dall’altro, per dare un rinnovato impulso all’apprendimento della pratica dell’Ippoterapia – sempre più utilizzata come prezioso supporto di fronte a molteplici patologie – rivolto sia a studenti normodotati, affinché siano in grado di praticarla nella loro professione, sia ai giovani diversamente abili, per consentire loro di apprendere tecniche utili al proprio inserimento sportivo”.

Uno speciale ringraziamento anche al sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, ed al direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, per aver creduto nella forza trainante del progetto nei confronti dell’economia dei Castelli Romani.
Questo storico progetto può considerarsi un primo passo verso l’istituzione, nei prossimi anni, della prima Università del cavallo, con sede ai Pratoni del Vivaro. Una proposta che, dando vita a una rete virtuosa di iniziative e di valori culturali, sportivi, sociali ed economici, consentirà di allargare l’offerta formativa a disposizione non solo di tutta la Nazione, ma anche dei Paesi del Mediterraneo e del Mondo.
Sono particolarmente felice – ha commentato il Presidente della FISE, Marco Di Paola – di poter testimoniare la nascita di questa storica iniziativa. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento al Presidente Emanuele, a Mauro Checcoli e a tutti coloro che hanno contribuito alla nascita di questo progetto messo a disposizione, non solo del mondo degli sport equestri, ma anche e soprattutto dell’intera collettività”.