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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Premio UNIRE, critiche ai criteri di selezione

MAX ANDRE' BARBACINI, Colonnello Comandante il Centro Militare di Equitazione, ha inviato al dr. Riccardo Acciai segretario generale dell'Unire e per conoscenza al Sottosegretario on. Francesca Martini e al presidente della Fise avv. Andrea Paul Gross la seguente lettera aperta:

"Egregio Dr. ACCIAI,
la settimana scorsa ho appreso dal sito web della FISE che anche quest’anno nell’ambito del Concorso Ippico di Piazza di Siena avrà luogo la prestigiosa categoria UNIRE riservata ai migliori cavalli italiani di 7 anni. La “long list” che è stata approntata è di 35 quadrupedi dei quali 25 effettivamente parteciperanno. Dall’articolo emerge che il criterio di selezione dei cavalli è stato quello di stilare una graduatoria delle somme vinte dai cavalli dal 1° gennaio al 9 maggio 2010.
"In qualità di Comandante del Centro Militare di Equitazione, che ha in gestione i cavalli dell’allevamento dell’Esercito Italiano nati a Grosseto (CEMIVET – maggior allevamento italiano in termini quantitativi) sono portato a fare alcune riflessioni sui criteri adottati che ho deciso, mio malgrado, portare alla Sua attenzione, a titolo puramente informativo ma soprattutto con spirito fortemente costruttivo.
In particolare:
- i concorsi UNIRE riservati ai cavalli italiani sono iniziati non più tardi di un mese fa, nel mese di aprile;
- una politica “aziendale”di valorizzazione delle onerose iniziative prese nel settore sella da un Istituzione come l’UNIRE porterebbe a pensare che la selezione per partecipare a un premio di tale importanza e visibilità sia effettuata sui risultati conseguiti nei concorsi UNIRE, dove peraltro i tecnici del settore sella sarebbero in grado di verificare l’effettiva preparazione e qualità dei quadrupedi;
- direttamente conseguente a una policy di questo tipo sarebbe il risultato di evitare una selezione facilmente attaccabile perchè imperniata su criteri puramente lucrativi in quanto stabilita in base alle somme vinte;
- peraltro, anche sul piano del benessere e della salute del cavallo, questo principio può essere facilmente oggetto di critica perché si giunge alla semplice conclusione che più hai sfruttato il quadrupede - più hai guadagnato - più hai possibilità di essere selezionato per la categoria UNIRE;
- come ultimo spunto di riflessione, e sempre a mero titolo di collaborazione, emerge anche che non c’è una sensazione di trasparenza nell’adottare i criteri di selezione, ignoti ai più fino a qualche giorno fa. Infatti, se si decide di giocare con un certo tipo di regole, esse devono essere conosciute da tutti e con congruo anticipo. Il proprietario/ cavaliere deciderà poi la più opportuna gestione sportiva del cavallo.
"Sono assolutamente certo che Lei condivida le argomentazioni presentate e auspico che un organismo Istituzionale come l’UNIRE possa in futuro avvalersi di personale diversificato e scevro da interessi personali che possa comporre un gruppo di lavoro, se necessario costituito “ad hoc”, in grado di porre regole e basi adeguate alla salvaguardia non solo della salute del cavallo ma anche della credibilità di questo sport".
Montelibretti, 25 maggio 2010