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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Pisa, venerdì convegno ippica per cambiare faccia e... facce

la locandina evento
la locandina evento

Nel pieno rispetto dei protocolli anti covid, nella mattinata di venerdì 14 gennaio San Rossore ospiterà il convegno "Ippica. Quale futuro". 

Che si tratti di qualcosa di finalmente diverso e di un'occasione speciale lo si può ben capire sia dall'obiettivo degli organizzatori, con in prima linea il Comune di Pisa, ovvero convincere la Politica con la "P" maiuscola a "darsi all'ippica", sia dalla tipologia degli interventi previsti, quasi tutti affidati a relatori indipendenti che, per pura passione e senza alcun conflitto di interesse, mettono a disposizione le proprie competenze per un'analisi delle problematiche del settore e la ricerca di soluzioni da "suggerire", appunto, all'Alta Politica o anche solo per stimolarla a guardare a galoppo e trotto come un'opportunità (ed è per esempio il tema che tratterà l'onorevole Ercole) per il Paese e non più come nicchie irrilevanti -ma costose- da assistere con prebende pubbliche, il più delle volte a favore di "amici" e "amici degli amici".

 Che non si tratti del solito ritrovo tra portatori di interessi lo si può ben intuire dalla partecipazione di due "sognatori" controcorrente come Alberto "Caramella" Foà e Massimo Pierini, entrambi schierati con il cuore dalla parte dei cavalli e profondi conoscitori dei "numeri" e delle assurdità della nostra ippica; Foà esperto di economia, management, comunicazione e marketing, Pierini "massimo" esperto, di nome e di fatto, sul fronte delle scommesse.

"Al convegno presenterò le dinamiche del gioco ippico dal 2008-dice Pierini- e siccome credo che senza il sostegno della scommessa ippica non possa esistere altra ippica di quella amatoriale, che peraltro adoro e di cui faccio parte, il mio invito sarà di rivoluzionarne l'appeal, magari copiando da Paesi, come per esempio la Francia, dove l'ippica prospera proprio grazie alla raccolta di gioco. In realtà in Italia siamo appesi agli aiuti statali, unico Paese al mondo. Va ripensato tutto: dal pay out alle tipologie di scommesse, ai tempi di raccolta e di riscossione fino alla rete di vendita, che fa acqua da ogni parte".

Foà, in tour con i successi del suo disco (che "canta" molto di cavalli), mette l'accento sull'incapacità -e spesso sulla scarsa volontà- "di intercettare nuovi potenziali clienti per colpa, soprattutto, dell'autoreferenzialità degli ippici che, in buona o cattiva fede, continuano a pensare a un 'prodotto' a misura, gusto e interesse di se stessi. In tutto e per tutto, anche in termini di rappresentanze. Invece, perchè possa interessare a qualcuno e quindi spendibile e vendibile, deve essere pensato e vissuto verso l'esterno. L'ippica -spiega- ha a disposizione la miglior arma di seduzione di massa possibile, il cavallo, ma preferisce restare nel ghetto in cui si è infilata da sola e oltre al disastro cui è andata incontro nel disinteresse generale, questo suo vivere in un mondo a parte invece che essere parte del mondo favorisce l'assenza di controlli per i controllori, bandi tra il ridicolo e il banditesco e un immobilismo senza eguali".

Torna sulla questione scommesse Diego Giunta: "Il carburante è una risorsa per il funzionamento del motore, all'ippica provvede la scommessa. Oggi copre un sesto del necessario. Con opportune e rapide riforme, da subito, si potrebbe arrivare a un terzo del fabbisogno innescando un meccanismo virtuoso che in meno di 5 anni può portare all'autonomia del settore. Occorre però e perciò che la politica dia il "la" e il convegno vuole stimolarla sul punto e in questo senso. La via da seguire è tracciata, manca solo il taglio del nastro per il via al progetto e a farlo dovrà essere la politica".

Fa piacere leggere dell'intervento di Mattia Cadrobbi, giovane esponente di un galoppo di qualità e credibilità internazionale, uno dei pochi nomi nuovi di un ambiente che in termini di rappresentanze e politica ippica si è affidato alle stesse persone da oltre vent'anni nonostante il susseguirsi di fallimenti. "Se parliamo di allevamento il nemico da battere è l'immobilismo -dice Cadrobbi- della politica e soprattutto della politica ippica. Non è tanto e non è solo una questione di soldi, quanto invece di potere arginare la fuga delle nostre preziose linee di sangue e soprattutto fare cultura e formazione, mettere a disposizione dei nuovi potenziali attori e imprenditori del sistema il know out, storico e moderno, per fare bene. Come è stato fatto, per esempio, in Germania, dove i soldi non li mette lo Stato e dove nascono solo un paio di centinaia di puledri in più rispetto a noi; eppure, i tedeschi, negli ultimi 3 anni sono saliti altrettante volte sul podio dell'Arc e nel 2021 sul gradino più alto".

  Ad aprire e a chiudere le esposizioni degli ippici, altri due indipendenti di rango e spessore, seguito ed esperienza: Roberto "King" Mazzucato e, come scritto sopra, l'onorevole Cesare Ercole. Entrambi hanno fatto parte della "task force" per l'ippica ai tempi di Centinaio (Mister King per la verità fu il primo ad andarsene) e da entrambi, si può scommettere, arriveranno parole ed idee di rilievo.

Basta guardare ai titoli dei loro interventi, quello duro, di denuncia e di monito di Mazzucato che per sottolineare l'urgenza si rifà addirittura a Tito Livio e alla frase latina che tradotta suona "mentre a Roma si chiacchiera, si mena il can per l'aia e si discute, Sagunto sta per essere rasa al suolo da Annibale" e quello da politico capace ed esperto di Ercole che si rivolge ai politici per suggerirgli di darsi davvero all'ippica. "Non solo per aiutarla e sostenerla come opportunità di consensi in caso di riscatto, ma anche per le occasioni di lavoro, socialità, pil ed eccellenza dell'intero Paese. Non servono nuove agenzie o altre improvvisazioni -l'analisi di Ercole- e non servono solo aiuti economici, da distribuire oltretutto in ben altro modo rispetto a oggi. Urgono i doverosi controlli e le giuste aperture anche verso il Territorio e le autonomie, nuove regole che la politica deve scrivere e far rispettare, per un piano industriale complessivo e integrato anche per l'utilizzo delle risorse impiegate, perchè non siano più sprecate. Con il mio staff e con quello di Mazzucato, di esperti senza interessi economici nell'ippica, ci stiamo lavorando da 5 anni e a breve sarà pronto".

Insomma, ne sentiremo delle belle. Speriamo non siano solo belle parole. La parola, dopo il convegno, a chi tra i politici saprà cavalcarne l'appello, le idee e le migliori progettualità.