"O in subordine il divieto di vendita con scopo di destinazione alla macellazione dei cavalli di proprietà ed iscrivibili all’anagrafe equina. Riconoscimento immediato del cavallo come essere senziente e quindi come soggetto portatore di diritti almeno al pari di quelli previsti in sede comunitaria per i cani e i gatti e sanciti dalla carta dei diritti degli animali da compagnia. L’obbligo di isituzione di una anagrafe equina europea da realizzare attraverso la trasmissione dei dati delle singole anagrafi equine nazionali ed obbligo di microchippatura del cavallo e registrazione della stessa alle anagrafe equine nazionali ed europea. L’introduzione dell’obbligo del criterio di diretta responsabilità del proprietario del cavallo in merito alla tenuta ed al benessere dello stesso animale in ogni fase della propria vita e l’introduzione di pesanti sanzioni di natura economica per chi abbandona, o favorisce l’abbandono di cavalli al termine del loro ciclo di attività.
"Riconoscimento giuridico europeo e creazione di un fondo europeo per tutte le associazioni ed i gruppi che si occupano di salvare, rieducare e mantenere in vita i cavalli abbandonati o sottoposti a sequestro o comunque destinati a usi non consoni con la loro natura equina.”.
Il documento sarà ora valutato dalla commissione petizioni del parlamento Europeo e se considerato ammissibile inizierà il proprio iter.
“Dopo il convegno – ci dicono Lorenzo Croce e Catia Brozzi presentatori del documento sui diritti dei cavalli- ci è parso urgente presentare questa proposta al Parlamento Europeo. Quello che noi chiediamo in poche parole sono il riconoscimento dei diritti del cavallo come essere senziente con pari diritti rispetto a quelli gia previsti per cani e gatti con l’introduzione di un anagrafe equina europea unica e l’introduzione del dovere di responsabilità da parte del padrone del cavallo con l’obbligo di curare l’animale in tutte le fasi della sua vita ed il divieto assoluto della possibilità di mandare al macello il cavallo alla fine del suo ciclo produttivo o della sua carriera agonistica o riproduttiva. Sappiamo- concludono Croce e Brozzi- che la battaglia sarà lunga e difficile, ma noi siamo pronti ad andare fino in fondo per dare al cavallo il diritto di vivere senza l’incubo di finire la propria esistenza in un macello”.



















22/05/2012


