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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Morire in un caldo giorno d'agosto

Reggia di Caserta: muore un cavallo.
Con una nota, che somiglia tanto alla neutralità di un ordine di servizio interno, la Direzione della Reggia di Caserta comunica che si dispiace tanto per l’accaduto.
L’ “accaduto” si racchiude in una frazione di secondo: il cavallo, che sta trainando una carrozza di visitatori, di colpo schianta. Sacco vuoto, stramazza in terra e lì resta. Fine passeggiata turistica, fine vita.
‘Accaduto’ è un participio passato. L’oggetto dell’accadimento appartiene ad un tempo che non c’è più. Al massimo è cronaca con supplemento postumo di 24 ore. Dopo di che punto e capo. Va da sé che il prossimo ‘accaduto’ avrà, ci mancherebbe altro, gli stessi diritti di cronaca e di supplemento.
E’ vero: la nota aggiunge che le autorità competenti stanno indagando. Dovranno accertare se il sole era allo zenit o se i raggi infuocati inclinavano, in quel preciso istante, di qualche grado un po’ più a destra o un po’più a sinistra; se il carico della carrozza era compatibile con le condizioni del cavallo o forse c’era qualche mezzo chilo di troppo. Le indagini saranno a 360 gradi. Nessuna ipotesi sarà, come da giusta prassi, scartata a priori. Suicidio compreso.
Si reclamano, e non potrebbe essere altrimenti, atti amministrativi, provvedimenti, ordinanze comunale, per impedire che i cavalli possano circolare nelle ore più calde. Giusto. Giustissimo. 
Torna in mente Michele Ainis (‘La legge e il peccato’ – La Repubblica 11 agosto 2020), quando ad un certo punto scrive:  “IL buon legislatore deve presumere l’empietà degli uomini, non la loro santità. Il cattivo legislatore, viceversa spara norme un po’ a casaccio, senza misurarne effetti e reazioni”.
Noi non sappiamo se dalle parti della Reggia di Caserta circolino empi o santi. E non sappiamo se i legislatori locali siano buoni e cattivi. Una cosa, però la sappiamo: è desolante vivere in una società nella quale il normale buon senso, il comune senso delle cose, anziché essere corrente pratica di relazione tra esseri viventi, debba essere disposto, sancito e sanzionato da norme, leggi, ordinanze amministrative. Sarebbe bastato, quel giorno, che qualcuno si fosse chiesto: ma io me li farei dieci chilometri a piedi con sole a picco e un carico di cinquanta chili sulle spalle?
Eh già! Ma quelli sono solo cavalli, bestie. Però, porca miseria, ci dispiace tanto Che volete di più?.