Ma vogliamo liberare il cavallo detenuto a Scafati?
ORMAI SI E' CAPITO da un pezzo, ma ogni volta che succede è un motivo in più di perplessità: se qualcosa non funziona, se un diritto viene violato ci si rivolge alla televisione. Il bello è che spesso il problema viene risolto, prima e meglio di quanto facciano le istituzioni. La televisione non è soltanto la nuova piazza. E’ qualcosa di più e di sempre più insostituibile. E’ il raccordo fra Stato e cittadini. Quel che accade a Scafati ne è l’ennesima conferma. Scafati è un bel centro urbano di cinquanta mila abitanti in provincia di Salerno, con la sua storia e le sue tradizioni culturali. E’ terra di ‘tammuriata’. Una volta la chiamavano ‘la piccola Venezia’ per i palazzi del centro che si specchiavano nel fiume Sarno. Con Ferdinando II, re delle Due Sicilie, è stato lo scalo più importante della prima ferrovia d’Europa, la Napoli-Portici inaugurata nel 1839.
Dunque, Scafati non è terra di nessuno. E’ terra di gente che, per fortuna, non solo mormora ma è capace di trasformare il mormorio in boato. Allora succede che la trasmissione ‘Striscia la notizia’ lo raccoglie e lo manda in onda il 28 gennaio. Il fatto è più che sconcertante, è drammatico: a Scafati, in pieno centro abitato, c’è un cavallo recluso in isolamento, come se gli fosse stato applicato il 41 bis. Verrebbe da dire, un cavallo camorrista. Se così fosse, l’evento sarebbe straordinario: dalla vita in branco alla criminalità organizzata. Una mutazione genetica. Ma siccome è dubbio che possa trattarsi di un evento da affrontare in chiave scientifica, varrebbe la pena di saperne di più. A cominciare dai motivi per cui quel cavallo stia scontando la sua pena imprigionato fra quattro mura senza finestre, ripetiamo, in pieno centro abitato. C’è da supporre che ci sia una ragione.
Qual è? E’ probabile che la risposta vera sia meno misteriosa di quanto si possa immaginare. Potrebbe essere addirittura intuibile. Noi, però, preferiremmo sentirla dalla viva voce delle autorità territoriali. Ai quali ricordiamo, per inciso, che Scafati, ha ricevuto nel 1962 la Medaglia d’oro dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia per il contributo dato alla guerra di Liberazione contro il nazifascismo. Allora, prima di qualsiasi risposta, lo vogliamo compiere quest’altro atto di liberazione, subito?


























