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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Lorenzo, Giulio e Graziella protagonisti di una favola moderna!

Lorenzo e Giulio
Lorenzo e Giulio

Giulio e Lorenzo sono i protagonisti di una storia che racchiude in sé tutti i requisiti della favola, primo tra tutti il lieto fine. Giulio è un pony connemara di poco più di cinque anni, e non sono stati anni facili. Dopo aver fatto per qualche tempo il “pony da giostra” è entrato a far parte di un centro ippico dove, come tanti suoi simili, lavora con i bambini . La sua vita è certo migliorata anche se si svolge sui binari di una routine spesso poco gratificante.
Lorenzo è un bambino di sei anni e mezzo dotato di un’estrema sensibilità, che troppo spesso trascolora in angoscia. Sono queste emozioni, che la sua giovane età non riesce ad elaborare, ad averlo portato ad assumere un comportamento molto particolare: smettere di parlare. Intendiamoci: Lorenzo parla benissimo e non soffre di nessun disturbo mentale. Semplicemente è “incapace” di farlo in determinati situazioni sociali o di fronte a persone che non conosce e delle quali non si fida. Si chiama Mutismo selettivo ed è facile intuire quali problemi ponga nella vita scolastica e relazionale di un bambino e, conseguentemente, alla sua famiglia. Lorenzo però   nutre una passione speciale: quella per i cavalli. E qualcuno suggerisce ai suoi genitori di fargli frequentare un centro ippico. E’ così che gli sguardi di Lorenzo e di Giulio si sono incontrati. Non sappiamo cosa sia accaduto o che si siano trasmessi attraverso quei canali silenziosi di comunicazione extra verbale che i cavalli sanno riattivare in noi. Ma una cosa è certa: la vita di entrambi da quel momento è cambiata. Lorenzo ha trovato in quello sguardo ed in quella relazione la sicurezza sufficiente per incominciare ad interagire verbalmente anche con chi non apparteneva alla ristretta cerchia familiare. Giulio è entrato a pieno titolo a far parte di quella stessa cerchia e per sempre. Come sinteticamente ci ha raccontato il padre di Lorenzo “la tenacia, la forza e l'unione tra Lorenzo e Giulio hanno dato vita a tutto questo: un bambino che, comunicando con il suo cavallo attraverso le carezze e lo sguardo, è uscito dal mutismo selettivo.”
Ma non è tutto. Nei sogni di ogni bambino è presente spesso l’immagine di un cavallo bianco. Lorenzo non fa eccezione. Anche perché ha visto dei cavalli dal mantello chiaro danzare e spera, un giorno, di poterlo fare anche lui. Sono cavalli di una razza particolare antica e nobilissima: quella Lipizzana. Un’altezza al garrese di circa un metro e sessanta, una muscolatura d’acciaio, una longevità da record ( si dice che raggiunga con facilità i 38 anni di vita), un’intelligenza vivissima e una straordinaria capacità di entrare in sintonia con l’uomo: questo in breve il ritratto  del cavallo Lipizzano . In Italia sono allevati  dal Crea Zootecnia e Acquacultura presso la tenuta di Tor Mancina, dove sono giunti  poco prima della primavera del 1945 al termine di una avventura che li aveva visti attraversare indenni l’Italia dell’immediato dopo guerra. Ed è lì che è nata la terza protagonista della nostra storia: si chiama Graziella ed ha circa diciotto mesi.  A sceglierla nel gruppo degli yearling, venendo incontro ai sogni di Lorenzo, è stato Alessandro Guerra responsabile dell’Allevamento. E’ stato lui a seguirla fin dal giorno della nascita, a sovraintendere al suo inserimento nel gruppo dei puledri dopo la morte della madre e darle il nome. Un nome, come ci ha confidato, legato al ricordo di una persona che gli è stata particolarmente cara.  E’ stato così che, trasportata da uno dei van della Tast Horses Services, Graziella è giunta a destinazione ed ha incontrato i suoi due nuovi compagni di vita: Lorenzo ed il piccolo pony Giulio.
Chissà se Lorenzo ha avuto modo di vedere un vecchio film prodotto da Walt Disney che si intitola ‘L’ultimo Treno da Vienna’ e che racconta come una mandria di cavalli lipizzani sia stata salvata, nella tragedia dell’ultima guerra mondiale, dalla irremovibile, caparbia volontà, anzi, diciamolo pure, inflessibilità del generale americano Patton che, non a caso, è passato alla Storia con l’appellativo di ‘Generale d’Acciaio’.  Mi piace però immaginare che ne conosca la storia e che nel crepuscolo della  sera la racconti alla sua nuova amica rivelandole le origini e i segreti  dei suoi antenati.