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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Buon Natale e Felice Anno Nuovo da Cavallo 2000

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L'Ippodromo del Castello di Montechiarugolo festeggia il suo primo mezzo secolo!

la locandina dell'evento!
la locandina dell'evento!

Citando un grande paroliere (oltretutto ippico) dei giorni nostri e della canzone italiana “L’amore e il mal di denti non hanno età”, ma l’ingrediente che davvero può rendere una ricetta capace di superare gli anni come fossero cavalli fermi in retta d’arrivo è la passione, che si alimenta e rinnova a ogni “battito”…
L’Ippodromo del Castello di Montechiarugolo, a mezza via tra la provincia di Parma e quella di Reggio Emilia, è, in una sola parola, passione.
Fu la passione di alcuni pioneri del trotto amatoriale a far costruire, sul finire degli anni “60, una pista da corsa ai piedi del sontuoso castello, accanto all’Enza, tra la riva di Montecchio e, appunto, quella di Montechiarugolo e fu la passione di un’intera regione –l’Emilia- per il cavallo trottatore e per l’ippica a esportare senza distinzioni di classe (dai contadini alle grandi scuderie) il “germe” in tutta Italia o quanto meno in quella del centro-nord, a passare la voce e a rendere gli eventi al “Castello” parte importante, sentita e seguitissima, molto partecipata, del circuito per amatori che comprendeva anche altre pista, da Broni a Soresina, al vicinissimo impianto di San Polo per fare alcuni esempi legati al trotto ma pure, per dire, Novi Ligure dove potevi trovare la gente e i cavalli del sulky ma anche –e soprattutto- i purosangue e i fantini (o meglio, i cavalieri e le amazzoni) del galoppo e delle corse a ostacoli.
Intanto la struttura cresceva e la bella pista di Montechiarugolo diventava ippodromo, con tanto di centro di allenamento (dove oggi sceglie di domare i puledri anche Gocciadoro, servendosi dell’esperienza di mastro Gigi Ballotta), di scuola di equitazione e di un ristorante  –il Trotter- a sette stelle e quattro zampe. Vennero anche alcuni hippofestival, con gioco e promozione nazionale, il lancio del Palio tra i Comuni e i primi passi in gara di gente come Vecchione e Legati tra i professionisti o Zaccherini tra i cosiddetti gentlemen driver; soprattutto, di piccoli grandi proprietari che dal circuito amatoriale sono poi sfociati (in certi casi verrebbe da scrivere “purtroppo per loro”, ma la passione è passione) nell’ippica degli ippodromi “ufficiali”, quella ormai “assistita” quasi in toto dallo Stato –che ne ha comunque parte di colpa- mentre al “Castello” si andava avanti da soli, a colpi di cuore e passaparola, di domeniche festose e sfide (e sfottò) d’altri tempi, a colpi di sport insomma…
La passione era anche –e soprattutto- quella di Remo Morini (il cui figlio, Lorenzo, è ora il motore e insieme la regia del Trotter ed anche del trotto) e di quelli che, come lui –e con lui- si occupavano di ogni cosa riguardo le gare: da organizzarle a promuoverle, premiarle (in palio prosciutti, parmigiano reggiano e lambrusco), correrle e, qualche volta, vincerle.
La crisi e i vuoti generazionali, fisiologici solo in piccola percentuale e per il resto imputabili alla scarsa –e distorta- visione di chi ha gestito (e in parte ancora pretende di gestire) la “cosa ippica” dalla parte degli ippici prima che dai politici, si è fatta sentire anche tra gli amatori e, aggiungendoci la speculazione e il cosiddetto progresso che, il più delle volte, progresso non è, uno alla volta gli ippodromi dedicati alla pura passione, ai concetti di sport, spettacolo e festa sono andati quasi tutti a gambe all’aria.
Quasi. Perché (oltre alla passione la ricetta vincente prevede la capacità di adeguarsi ai tempi e una buona dose di culo, pardon, fortuna) “il Castello”, soprattutto grazie agli interventi e agli sforzi -economici ma non solo- di un imprenditore come Rolando Paterlini (e il colpo di culo –rieccoci, di buena suerte- dell’ippodromo sta proprio nell’incontro con il “Paterla”, amico dello sport e delle scommesse difficili, oltre che grande amante del cavallo - inteso proprio come animale, delle corse gli importava poco o niente- della natura, della Terra e dello sviluppo sociale) festeggia domenica i “50 Anni di Trotto” e lo fa dopo essere stato poco tempo fa sulle prime pagine dei giornali per avere abolito la frusta e solo 10 giorni fa per avere ospitato, in una festa di gente ed emozioni senza eguali, addirittura Varenne.
Domenica 15,  dalle 15, ecco le corse per la festa del “mezzo secolo”.
Sette le sfide in pista, con guide e cavalli provenienti da tutta Italia e porte aperte agli appassionati ma anche ai semplici curiosi, a famiglie e bambini (per i quali sono a disposizione pony per il “battesimo della sella”).
A darsi battaglia (senza frusta ma con accesa rivalità sportiva perché fuori gara si è amici veri –la passione unisce, invidia e interessi dividono, come la stupidità- ma in corsa si è avversari e non si guarda in faccia a nessuno, non esistono favori o favoritismi) anche guide esperte e “attempate” come l’onorevole Cesare Ercole –che ha contribuito, per esempio, a scrivere la storia ippica della “sua” Broni- e giovanissimi come Lorenzo Talpo jr o Thomas Barbini, belle signore come la veneta Nicoletta Danieli, le emiliane Sara Bruni ed Elisa Alloro o la marchigiana Jessica Pompa, il mago dei cavalli Alberto Foà, l’ex gd Giuseppe Leanza, gli imprenditori Davide Zanetti e Gianluca Cortellazzi e due new entry, Carlo Bonfiglioli e Domenico Barbaro.
Quattro batterie e finalissima, con annessa consolazione poi, fuori programma, anche il race off tra Maurizio Sezzi e Stefano Colli, ognuno alla guida di un proprio cavallo.
Sfida nella sfida, quella tra la “nazionale” di Montechiarugolo (composta dall’attrice, produttrice, discografica e giornalista Elisa “La Bionda” Alloro, Lorenz “La Babi” Morini e Gianluca “Porsche” Cortellazzi) e quella di Montegiorgio -altro ippodromo che nel 2019 celebra il 50mo anniversario- che invece ha “ingaggiato” per l’occasione Jessica “Bandolera” Pompa, Cesare “Broni nel Cuore” Ercole e Albert “Rubacuori” Foà. Il ritorno, al San Paolo, il primo novembre.
A sera, al Trotter, le premiazioni e la Cena di Gala (25 euro, prenotazione obbligatoria al 3482255955) con musica e appunto, tutti i festeggiamenti del caso.