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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''L'ippica pretende soltanto i suoi soldi''

DA SALVATORE MATTII riceviamo e pubblichiamo: "Cari amici dell'ippica, aldilà delle considerazioni di qualcuno che non so per quale motivo continua a dire che tra poco arrivano i soldi, gli arretrati non arrivano. Non fidandomi più di nessuno ho fatto le mie indagini nei ministeri e ne ho dedotto che forse a maggio se tutto va bene iniziano a pagarci. La situazione è insostenibile. Se non usciamo dal fatto di appartenere ad una delle 5000 sigle che compongono l'ippica italiana, non usciremo mai più dal vortice. Dobbiamo iniziare a pensare con la nostra testa e agire in prima persona. Ognuno di noi si deve fare protagonista e seguire un determinato programma.
Il primo febbraio c'è la manifestazione e gli obiettivi da raggiungere sono 2: 1. FARCI PAGARE GLI ARRETRATI 2. LA RIFORMA DELLE SCOMMESSE. Senza queste due cose siamo morti. Gli arretrati servono per non morire, la riforma serve per continuare a vivere. Chi organizza, quali siano le sigle, se io sono iscritto ad un'associazione o all'altra, non me ne può fregare di meno, ognuno di noi deve farsi carico anche dell'altro e portare più gente possibile alla manifestazione, pensando di portarsi anche il sacco a pelo, perché tornare a casa con qualche inutile promessa non serve a nessuno.
Noi vogliamo i nostri soldi, per poter pagare le nostre bollette alla fine del mese. Le chiacchiere sono arrivate ad un livello tale di insopportabilità che non si possono più ascoltare. Quando vedremo i nostri soldi vuol dire che sono arrivati, fino a cinque minuti prima sono solo chiacchiere. Vogliamo inoltre le nostre riforme e la manifestazione dev'essere un'occasione per unirci. Dobbiamo capire che ogni volta che facciamo una Corsa Nazionale il nostro settore perde qualcosa e a forza di perdere qualcosa siamo alla fame. Ogni volta che facciamo una V7 è un insulto all'intelligenza.
Dobbiamo avere la capacità di programmare il nostro futuro e dobbiamo avere la forza di dire che le Corse Nazionali le fanno loro, noi non difenderemo più i loro sporchi interessi, perché se dobbiamo difendere proprio degli interessi è meglio difendere i nostri. Vogliamo un totalizzatore unico nazionale, in tutte le agenzie, in tutte le ricevitorie, con i prelievi previsti già oggi dal primo totalizzatore. Questo porterebbe ad un immediato aumento delle scommesse del 50%. Basta attaccare una spina. Tutte le stupidaggini che ci dicono:"bisogna cambiare le leggi...ecc." sono sciocchezze. Basta credere alle sciocchezze. In cinque minuti si fa la riforma, poi si prendono i 10 milioni di euro sperperati per la televisione e si trasmettono tutte le corse nei canali sul digitale terrestre e sul satellitare, in modo da avere un aumento certo dell'80% in un anno delle scommesse. Se sporchi interessi non ci permettono questo, dobbiamo unirci per cambiare tutto. Le nostre famiglie sono allo stremo, tiriamoci su le maniche, mettiamoci in gioco e ognuno di noi pensi che il 1 febbraio deve essere il giorno della riscossa, non possiamo andarcene se non otteniamo qualcosa.
Io ci sarò e ho già detto a tanti amici sia dell'ippica che di altri settori di accompagnarmi e di sostenermi, ed in tanti mi hanno detto di si".