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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Lettera aperta all'ANACT e agli Imprenditori Ippici

Lettera aperta all'Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Trottatore: "Spett. ANACT
Come intende comportarsi l’ANACT rispetto al contenuto dell’ultimo comunicato di Imprenditori Ippici, dal titolo “Registrazione puledri: un gran caos” pubblicato dal sito gaet.it?
Da socio ANACT ritengo inaccettabile che una compagine di operatori che ambisce a governare l’ippica italiana insulti gratuitamente persone perbene apostrofandole con i termini “pirla” e “amici degli amici”.
Sarò stato distratto, evidentemente mi è sfuggito questo aspetto dei decreti attuativi che si propongono di riformare il settore, ovvero il nuovo metodo di classificazione degli allevatori: primo gruppo i pirla, secondo gruppo gli amici degli amici. Battute a parte, passi quando questi Imprenditori Ippici si ergono a professori e ci rifilano le lezioncine sulla burocrazia scopiazzandole da wikipedia, anche se evidentemente questo comportamento stride con la loro pretesa di gestire l’intero comparto, con annesse centinaia e centinaia di milioni di euro.
A mio avviso però non è accettabile che a questi Imprenditori Ippici possa essere consentito di insinuare impunemente, che qualche allevatore sia stato privilegiato, utilizzando tra l’altro un termine particolarmente pesante “amici degli amici”.
Innanzitutto mi autodenuncio: per il puledro nato a maggio 2017 da Pica Bon e Mago d’Amore, non ho pagato i 96,00 euro al momento dell’invio della denuncia di nascita.
I motivi sono molteplici, al momento dell’invio della denuncia di nascita non era ancora stata resa pubblica la “circolare adempimenti registrazione nati 2017”, (Prot. n° 57919 del 31/07/2017) è pur vero che era stato annunciato su quella del 2016 (Prot. n° 40711 del 16/05/2016) che per il 2017 il pagamento doveva essere anticipato, ma la circolare del 2016 aveva come oggetto “adempimenti iscrizione nati 2016”!
Inoltre non va dimenticato che in più occasioni durante le riunioni del Consiglio Direttivo ANACT (per i distratti rimane l’Associazione riconosciuta alla quale devono essere inviate le raccomandate con la denuncia di nascita) era stato criticato questo “anticipo” di pagamento, anche per una questione banalissima: perché anticipare un pagamento per una prestazione che potrebbe anche non essere effettuata, e che nella migliore delle ipotesi verrà eseguita a distanza di almeno 3-4 mesi, quando il beneficiario è in ritardo con i pagamenti nei confronti degli allevatori?
Credo possiate confermare che l’ANACT si fosse attivata, senza riuscirci (purtroppo dal 31 luglio abbiamo la certezza), per riportare il pagamento nell’imminenza dell’identificazione e inserimento del microchip, al punto che dalla home page del sito internet dell’Associazione fu rimosso il promemoria di effettuare il pagamento ed inviarne ricevuta al momento della spedizione della denuncia di nascita; di fatto diversi allevatori, come riportato anche in un verbale di Consiglio Direttivo, rivolgendosi telefonicamente presso gli uffici di Viale del Policlinico, furono informati che la procedura per la registrazione non sarebbe stata sospesa per questo “inadempimento” che, occorre sottolinearlo nuovamente, non era ancora stato formalizzato (solo annunciato in una circolare che riguardava gli adempimenti di un’altra annualità) sino alla pubblicazione appunto, in data 31 luglio 2017, dalla circolare n° 57919.
Ci tengo a precisare che ho provveduto ad effettuare il pagamento dei 96,00 euro il giorno successivo la pubblicazione, sul sito del Ministero, della “circolare adempimenti registrazione nati 2017” e ad inviare una copia del bonifico, tramite PEC, il giorno stesso, ovvero con 44 giorni di ritardo!
Trovo gravissimo che nel comunicato di Imprenditori Ippici sia stato scritto <<gli amici degli amici non pagano la tassa “rimossa informalmente”>>.
Gravissimo perché questi Imprenditori Ippici non possono fingere di ignorare che NON era stata “rimossa la TASSA” (i 96,00 euro comunque sarebbero stati pagati prima dell’identificazione) bensì, al limite, la SCADENZA!
Mi chiedo: questi stessi Imprenditori Ippici che denunciano il “caos” cercando di fare le pulci ai documenti ministeriali e poi scrivono queste inesattezze, vogliono realmente arrogarsi il diritto di ricoprire posizioni chiave per le attività di controllo antidoping e giustizia sportiva?
Infine una domanda a quei membri del Consiglio Direttivo che sono anche soci di Imprenditori Ippici, penso a Santulli-Toniatti-Carraretto.
Vice presidente Santulli e Consiglieri Toniatti e Carraretto, ho letto la Vostra lettera del 13 gennaio 2017 dal tono risentito nei confronti del Vostro presidente Tuci, nella quale affermavate di sentirVi offesi dal contenuto di uno degli innumerevoli comunicati sfornati, non sarebbe il caso, in questo frangente, da parte Vostra (per le cariche che rivestite in seno agli organi dell’ANACT) di chiedere scusa ai soci ANACT insultati dalla Vostra associazione, Imprenditori Ippici, dissociandoVi?
Non fraintendete, non da Imprenditori Ippici, non mi permetterei mai, ma almeno dalle offese che questi Imprenditori Ippici hanno indirizzato ai soci ANACT, Vi assicuro che sarebbe sicuramente interpretato come un significativo gesto di buona educazione.
Grato per l’attenzione porgo distinti saluti.

Alberto Bonati