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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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L'empatia al centro della relazione uomo-animale

la locandina del convegno
la locandina del convegno

In un recente  convegno  svoltosi  nell’incantevole  cornice  del  castello  di  Susans, una dimora  rinascimentale  che  non  ha  nulla delle  classiche  fortezze  friulane e si  presenta  come  una  serena  dimora  di  famiglia  con  un grande  parco  dotato  di un’acustica  straordinaria circondato  da  boschi  e prati dove   si può immaginare di veder   apparire piccoli branchi di  cavalli in   libertà- in questo luogo di sogno dicevamo,  si sono dati appuntamento  veterinari  e  clinici  umani,  esperti  di  scienze  naturali  ed  umane, etologi, anatomo-patologi, paleontologi,  per confrontarsi su  una tematica   emergente  che travalica l’universo  antropocentrico e  che  riguarda le  problematiche  inter specie:  l’empatia.

Il  convegno  pur avendo  una  caratterizzazione  “ibrida” dal  punto  di  vista  comunicativo,  si sono infatti alternate relazioni  in  presenza  e  contributi  video, ha  generato un  dibattito intensissimo del  quale  la stessa  organizzatrice  si  è  stupita  per  prima !!

Il  tema  dell’empatia  esposto  da  clinici  e  terapeuti  dell’umano  e da  esperti  del  mondo  animale ha  condotto tutti  quasi in modo impercettibile   e inizialmente  pressoché  inconsapevole, a  travalicare sia alcune  ovvietà  che  riguardano  la  pet - therapy  che  alcune  ovvietà   inerenti la cura  medica  e  clinica .

Riguardo alla prima tematica si è riflettuto sul fatto  che  la  pet - therapy   debba essere basata esclusivamente sull’addestramento  degli  animali. Niente  di più falso.  L’addestramento  finisce così  più  per  assomigliare alla   strumentalizzazione  dell’animale  al  servizio  dei  cosiddetti utenti , per il  loro  esclusivo  benessere, e  non  ad alimentare  e promuovere  un  percorso  di  reciprocità in  cui  anche  l’animale trae  beneficio relazionale, serenità, rilassamento, consapevolezza, rigenerazione emotiva.

Per  questo   si è ritenuto   che  siano  imprescindibili  alcune precauzioni  nella selezione  degli  utenti  e  non  solo  in  quella degli  animali  destinati  alla  pet.therapy  su  cui  i  formatori  pongono  sempre l’accento , magari  escludendo,  a  prescindere,  alcune  razze  di  cani o  particolari  tipi  di  quadrupedi .

Ad esempio si è lungamente discusso  sulla opportunità di escludere  dalla   pet therapy  coloro  che  siano  stati  riconosciuti  come  autori  di  atti  di  violenza  o di  abbandono  nei  confronti  degli  animali  ma  ci sono  anche  altre  considerazioni  da  fare.  Chi usufruisce dell’ausilio  dei  cavalli  a  scopo  terapeutico  o  di  sostegno  fisico-psichico deve essere  messo  in  grado  di attivare  in modo  reciproco  forme di empatia nei  confronti  degli  animali  esprimendo  nei modi  che  gli  sono  consoni  affetto  vicinanza  riconoscenza:  sta al  terapeuta  valorizzare  questi  percorsi

L’importanza dell’empatia e la reciprocità di questo sentimento  questo  vale  anche  nella cura delle  persone. Il  medico  che  cerca  di instaurare  col  paziente  una  collaborazione  terapeutica,  un’alleanza  per  la cura, deve  poter  trovare  nel  paziente  una  punto  di  “ancoraggio”, di  vicinanza, di   condivisione  verso un benessere  condiviso ,  come  recita  il  titolo  del  convegno, attraverso i  percorsi  del  prendersi  cura. 

Nel  grande  pallium  il  mantello  da  cui prendono il  nome  le  cure  palliative   deve esserci  posto per  la  reciprocità  orchestrata  e  nutrita  dall’empatia che  è  essenzialmente  “attentio", sguardo  reciproco  dell’uno sull’altro, stimolo alla percezione della totalità  della  persona, fiducia, collaborazione nella relazione di  cura  attraverso un  reciproco  “prendersi cura” che  non  è solo  del  medico  nei  confronti  del  paziente  ma anche del  paziente  che  si  affida al  medico  CONSAPEVOLMENTE e  non  passivamente e dunque  impara  a  dialogare,  a  comprendere.

Le  cure  palliative stanno  seguendo percorsi  nuovi  ed  inediti che  non  hanno  più  a  che  vedere solo  con  le fasi  terminali  della  malattie  oncologiche, né soltanto  con  la somministrazione  di  farmaci  ma  con  interventi che  riguardano  il  benessere  psico-fisico  emotivo  e relazionale  dei  pazienti  e  che  intervengono  anche nella fase  di  somministrazione  di  cure  molto impegnative  e  con possibili  complicanze  come,   in ematologia,  le  terapie  cellulari  CAR-T.

Un ulteriore aspetto importantissimo  per  le  tematiche  che  abbiamo  affrontato  nel  convegno  e  che  intendiamo  approfondire  nella  pubblicazione  che  seguirà  a  breve, riguarda  anche gli  animali, e  l’accompagnamento  nei  percorsi  della  malattia e del  fine  vita, nonchè l’attenzione  ai  loro  bisogni  nelle fasi  delicate  dell’esistenza  come  gli interventi  chirurgici .

E 'di  pochi  giorni  fa la  notizia  che  un  famoso  musicista americano  dopo  avere  abbandonato i  concerti  in una  sorta di  auto pensionamento,  ha  pero continuato  a  suonare  per  i  cani  abbandonati  o maltrattati. Sappiamo  bene quanto  la  musica  sia  di  conforto  anche  per  i  cavalli, li  rassereni  infonda  loro  rilassamento  e  calma.

Un altro  aspetto importante  è la relazione affettiva ed emotivamente partecipativa che  gli  umani  possono  rivolgere  agli  animali  ad esempio  attivando  percorsi relazionali  quando essi  attraversano  momenti  difficili  di  separazione dai  loro  compagni.

E il caso  di  due  oche  separate a causa   dell’intervento  del  maschio cosa che ha determinato  la  conseguente  sofferenza  della  femmina. Entrambi i soggetti   hanno  tratto  giovamento  dal fatto  che  i  veterinari abbiano deciso di consentire loro di interagire,  anche se  attraverso un  vetro,  rendendo possibile la condivisione del  percorso di  convalescenza.

Anche chi scrive, attraverso la  collaborazione del veterinario,  ha potuto  dare  aiuto  e  conforto  alla propria  cucciola  permettendo  alla sorella  di  starle  vicino  durante  un  intervento  difficile  e  complicato.  Il recupero è  stato  velocissimo  e  contrariamente  ad ogni  aspettativa  la  cagnolina  si  è  rimessa  in  piedi   rapidamente ed  è  giunta a  casa  con  le sue zampe.

 

E infine  è cosa nota,  ma  proprio in  questi  giorni  mi è capitato di sperimentarlo in prima persona, il  comportamento  dei  cavalli  quando uno  di  loro  in  un  branco  spontaneo  o  artefatto -  (le  così dette   pensioni  per cavalli)  sta  male  o  mostra sintomi  di  un qualche pesante disagio . I suoi simili lo  circondano, si stringono  a  lui, dimostrano  di  essere  empatici.  Spesso  purtroppo  gli  uomini  ostacolano  questi  comportamenti dimostrando una scarsa conoscenza delle dinamiche emozionali e comportamentali di questi nostri antichi compagni. E’ quindi  sempre più importante, da parte di quanti li amano e li rispettano dare vita ad incontri, come quello appena trascorso, che  approfondiscano la conoscenza  della vita emotiva  di uomini ed animali.