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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Lavoriamo insieme per una cultura "equicentrica"!

Filippo Bologni . Foto Alessandro Benna
Filippo Bologni . Foto Alessandro Benna

Ho scoperto recentemente con curiosità i video musicali lanciati sul web da Filippo Bologni. Per chi non lo sapesse, questo giovane cavaliere di salto ostacoli, figlio d'arte del ben noto Arnaldo, ha avuto la brillante idea di creare delle canzoni ispirate al suo sport e mostrare il suo mondo a chi non lo conosce. Un'operazione di marketing sicuramente ben riuscita, che mette in luce altri importanti talenti di questo ragazzo oltre a quello indiscusso per l'equitazione.
Le canzoni, orecchiabili e fresche, offrono un'immagine estremamente realistica del salto ostacoli odierno, o meglio, di quello che è il suo contorno. Quello che sfugge, secondo me, di tutto questo mondo "spettacolare", è ciò che darebbe un senso al suo essere, ovvero il cavallo. I cavalli appaiono solo marginalmente nei video, per una scelta probabilmente ragionata. Il cavallo atleta, epiteto che piace molto in equitazione, ha bisogno di concentrazione, non è un giocattolo e svolge i suoi compiti in momenti ben precisi.
Ho apprezzato il tentativo di "studio sociale" , anche questo facilmente reperibile su YouTube, effettuato da Filippo ( con il sostegno di Barbara Scapolo e Alessandro Benna n.d.r.) per le strade della sua città, volto a capire quanto la gente sa del salto ostacoli. Ne emerge che il pubblico non ha idea di cosa sia questo sport, e sa ancora meno del cavallo. La parte migliore di queste mini interviste è per me quella in cui le persone dicono cosa pensano in relazione alla parola "cavallo". Libertà, forse il più bel pensiero.
Io sono grata a Filippo per il suo lavoro e credo che come lui molti di noi potrebbero e dovrebbero spingersi oltre i comuni orizzonti per dare un contributo nuovo al nostro mondo. Quello che penso sia importante è ricordare che tutta la filiera gira attorno al cavallo, e proprio per questo sarebbe bello mettere in luce il cavallo per il suo contributo eccezionale. Magnifiche scuderie, sponsor, divertimento e competizione ci saranno sempre in un contesto come quello degli sport equestri, ma davvero vogliamo che le persone si avvicinino all'equitazione per questo?
L'equitazione di oggi è costruita attorno all'uomo, attorno al cavaliere. Io vorrei un'equitazione "equicentrica", (va molto inventare parole nuove, eccone una), che cresce e si sviluppa attorno al cavallo, e che vuole metterne in luce le qualità, non solo sportive, ma che possono essere d'aiuto a formare il carattere dei giovani, aiutare tutti coloro che vogliono avvicinarvisi a trovare il benessere.
L'8 luglio al Training Day di Marco Pagliai presso il centro ippico Pelliccia di San Marcello Pistoiese si è parlato di equitazione e il cavallo è stato l'indiscusso protagonista della giornata. Cominciamo ad essere in tanti, e camminiamo nella giusta direzione.