Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

L’asino, motore silenzioso dell’umanità.

Affinchè i nostri figli possano incontrare un asino nella propria strada, assaggiarne il latte e capirne la saggezza.

Le dodici lune scandiscono la nascita di un asinello. Un animale tutto da scoprire, non ha l’eleganza di un cavallo, non ha la fierezza di un leone, non ha l’esibizionismo di un pavone. E’ un animale semplice. La storia è il suo passaporto del valore. Lo sanno bene i nostri nonni, che sicuramente portano con sé il ricordo di un compagno fedele. Chiedeteglielo pure, scenderà una lacrima a parlare di quell’asino che li ha accompagnati nella loro giovinezza.
Un animale da soma, che portava umile, in cambio di un po’ di fieno, i pesi della fatica umana.
Un passo stabile, sicuro, una lentezza che faceva godere il silenzio del viandare. Un paesaggio vicino, fraterno, ricordi indelebili di suoni silenziosi e rumori intonsi di passi, di zoccoli, che riecheggiavano sul suolo dalla partenza fino all’arrivo.

Il tempo insegna che ogni avanguardia innovativa produce sempre delle selezioni naturali che segnano la fine o l’inizio di determinate fasi storiche. L’asino fu soppiantato dall’automazione. Ha vissuto un momento difficile, e forse ancora fatica a crearsi uno spazio nella “filiera umana”.
Si è rischiata anche l’estinzione di alcune razze. Eppure l’amore, il ricordo e la passione sono riusciti a ricostruire un puzzle sparso in tutto il mondo.
E così, come una trama, questo quadrupede intelligente è giunto ai giorni nostri, e in questo periodo di stop emergenziale ha avvicinato il nostro modo di vivere a quei passi, quegli zoccoli che forse i nostri nonni ci volevano far annoverare con le loro storie di lavoro, di guerra, di vita modesta.

Ma nel passaporto storico dell’asino vi è anche un sigillo che lo avvicina molto ad un elisir di benessere e bellezza.
Cleopatra è testimonial dei bagni nel latte d’asina per rallentare il processo d’invecchiamento della pelle. Ai giorni nostri, dunque, il latte si ritrova come materia prima nella composizione di creme da giorno e da notte. E’ usato pure negli shampoo per rendere i capelli più luminosi, voluminosi e per curare eventuali dermatiti atopiche sulla cute. Grandi quantità di latte d’asina vengono utilizzate per preparare bagni tiepidi nei centri benessere, per chi volesse rivivere i leggendari bagni di Cleopatra e Poppea.
E’ importante l’apparire ma molto di più l’essere. Dovrebbe esserci, infatti, più cultura verso questo oro bianco, ossia il latte d’asina. Non molti sanno che è considerato il più simile a quello materno. Anche qui le nostre nonne potrebbero tramandarci quanto sia stato fondamentale nel crescere i neonati qualora una mamma non potesse allattare al seno o il neonato presentasse particolari allergie al latte vaccino. 
Ci vuole conoscenza per poterlo inserire in un contesto basilare per la crescita neonatale. A differenza degli altri sostituti del latte materno, caratterizzati da deficienze nutrizionali e induzione a reazioni allergiche, questo alimento naturale si dimostra in grado non solo di nutrire a basso rischio d’ allergenicità, ma anche di permettere al neonato di costruirsi un normale e completo sistema immunitario. C’è da chiedersi come mai non sia “naturale” offrire ai neonati qualcosa di ruspante piuttosto che di “costruito”.
Certo, nel bilancio famigliare cuba anche quel litro di latte che si deve dare a nostro figlio. Perché si dovrebbe spendere più di un terzo rispetto ad un latte neonatale formulato?
Ci si potrebbe rispondere con un’altra domanda: perché conviene di più arricchire altri interessi piuttosto che incentivare gli allevamenti NON intensivi?
Forse non molti sanno che un’asina, per fare 1 litro e mezzo di latte, viene munta per due volte al giorno. Che vi sono solo 7/8 mesi di mungitura, che vi è la gestazione di mezzo e che non sempre le giumente partoriscono ogni anno. Vi è un rispetto dell’animale, vi è un valore prima di tutto che fa parte di una nicchia.
Ci si augura che in questo momento di introspezione, ci risulti più facile capire che ciò che è più vicino a noi naturalmente lo è anche a livello di salubrità.


Si ringrazia l’azienda agricola Montebaducco per trasmettere i valori di un lavoro fatto con passione, amore e dedizione con i suoi circa 800 asini protagonisti.