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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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L'amore per i cavalli dell'imperatore Adriano

ADRIANO, uno dei più grandi imperatori romani. È noto il suo amore per l’arte e la cultura.Basti ricordare che il Pantheon,il monumento meglio conservato di Roma antica,è giunto fino a noi nel rifacimento adrianeo.
Meno conosciuto,ma comunque degno di nota,è l’autentico amore di Adriano per i suoi cavalli.
Ne sono testimonianza le fonti letterarie antiche.
Il famoso storico Cassio Dione ci informa che l’imperatore fece costruire addirittura un sepolcro per il suo cavallo Boristene,con tanto di …iscrizione dedicatoria e annessa colonna!
Ma non è finita qui.
Anche se non vi sono certezze, al riguardo,è molto probabile che sia stato lo stesso Adriano,amante dei cavalli e della caccia (come attesta l’Historia Augusta),l’autore di una interessante e curiosa iscrizione.
Il protagonista è Samis,un cavallo la cui articolazione era gonfia a causa di un morso di cinghiale,subito presso la città etrusca di Roselle nell’antica Etruria.
L’iscrizione racconta che Samis,immerso nelle Acque Albule di Tivoli,ne uscì perfettamente guarito,in grado,quindi,di riprendere in pochissimo tempo a “correre rapido”.
Insomma,ancora due belle storie di vero amore,attenzione e cura per il proprio cavallo,da parte di un personaggio potente: nella specie,l’imperatore romano Adriano.
Viaggiamo nel tempo e veniamo a periodi più recenti.
In Gran Bretagna(guarda caso,l’antica provincia imperiale della Britannia) tutti conoscono l’indiscusso amore della famiglia reale inglese per l’ippica e l’equitazione.
Chi non ricorda la passione della principessa Anna d’Inghilterra e della figlia Zara Phillips per il concorso completo?
E i tanti cavalli delle scuderie reali inglesi pronti ad affrontare,spesso con successo,l’affascinante sfida del Derby di galoppo?
La storia-si sa-ha i suoi corsi e …ricorsi!