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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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La ripresa dell'ippica passa per allevamento e centralità cavallo

Il tempo Pasquale, che ci ricorda un evento straordinario di circa 2000 anni orsono, fa sperare ancora in un risorgimento dell’ippicoltura italiana e mi ha regalato, oggi 24 aprile 2019, una giornata straordinaria all’Ippodromo di Ozieri Chilivani in mezzo ai cavalli ed agli addetti ai lavori.  Quella risurrezione unica e irripetibile, in questa splendida giornata all’ippodromo, ha innescato nella mia mente un turbinio di bellissimi ricordi, alcuni dei quali ho potuto condividere, nei momenti di pausa del loro lavoro, con gli operatori ippici presenti. Ho condiviso con loro anche le preoccupazioni per un comparto ippico ed equestre italiano in sofferenza da oltre un decennio ma, al di là delle più che giustificate apprensioni per le situazioni personali e generali dovute anche alle contingenze che negli ultimi vent’anni hanno umiliato il lavoro serio, ho percepito la volontà di continuare a lottare.    

La speranza è stata ravvivata anche da alcuni segnali positivi, per lo più solo intravisti ma per qualche aspetto tangibili, vedasi l’istituzione della cosiddetta “Task Force” (Comitato tecnico per lo studio, l’analisi e la definizione di un nuovo modello di governance, operativo e gestionale, del settore ippico…) composta da persone qualificate e le dichiarazioni del Ministro Gian Marco Centinaio, messe nero su bianco dai bravi intervistanti.
Per la Task Force (Comitato Tecnico), non è chiaro (spero solo a me) come si possa direttamente interloquire o poter avere un incontro, non di tipo personalistico naturalmente ma per gli stakeholders (portatori di interessi…legittimi) e, quindi, dovrebbero essere pubblicati sul sito del MiPAAFT i riferimenti ufficiali, compreso un indirizzo e-mail dedicato.
Sintetizzo, fra virgolette in grassetto, e commento, per alimentare le speranze anche personali, qualche dichiarazione del Ministro: …” per il 2019 l’obiettivo raggiunto è stato quello di assicurare le medesime risorse al comparto, in particolare per il finanziamento del montepremi e delle provvidenze allevatorie”.
                                           
La dichiarazione può solo far piacere e, al momento, ci si può augurare che sia così e che nel futuro si possano ristabilire almeno quegli equilibri che nel 2011 sono stati alterati a discapito di tutti e particolarmente degli Allevatori, dei Proprietari, di diversi Ippodromi e tra questi proprio quello di Ozieri Chilivani, che si sta avvicinando ai cent’anni di vita, e quello di Sassari. Se qualcuno ne dubitasse, può verificare!
Ministro:” Abbiamo ben presente che il cavallo deve essere riportato al centro del mondo ippico e di conseguenza l’allevamento rappresenta il cuore del sistema…la crisi del settore può essere superata esclusivamente mediante interventi che diano certezze…consentendo una ripresa sensibile delle nascite dei cavalli da corsa e da equitazione” …                                                                                                                                                          
Se si vuole riportare in auge il vero Allevamento Italiano, questi sono presupposti essenziali!
Ministro: …” Il progetto deve consistere nella predisposizione e attuazione di un programma organico pluriennale a sostegno dell’allevamento italiano che, tuttavia, non ricada nel divieto degli aiuti di Stato”.                             
Un progetto di ampio respiro, come lo definisce il Ministro, manca da troppi anni. Mentre il problema degli aiuti di Stato è facilmente risolvibile, non bisogna, tuttavia, rifare gli errori del passato ad iniziare dalla scrittura delle norme, che devono essere eque e chiare, senza quei privilegi previsti nell’Art. 2 Comma 1. del D.L. 29 ottobre 1999 n°449. Decreto che fece confluire in UNIRE le razze equine da competizione e da sella <PSI, TROTTATORE italiano, ANGLO ARABO, PSA e SELLA italiano>…il continuo fa parte della storia degli ultimi vent’anni che partendo dall’UNIRE è passata per ASSI ed oggi “DQPAI” nel MiPAAFT e, quindi, non ci resta che continuare a lavorare per contribuire a risollevare il comparto  e sperare che il lavoro ritorni ad ad essere, almeno in Italia, un diritto/dovere per tutti.                                                                                                                                                                     
Buon XXV APRILE e cordiali saluti,