La comunicazione nel popolo dei cavalli

La comunicazione nel popolo dei cavalli

IN NATURA VIGE UNA LEGGE molto importante. Ogni comportamento, azione e pensiero dovrebbe rispondere sempre alla regola “massimo rendimento, con minimo sforzo”. In pratica, grande valenza ha la capacità di ogni specie ed ogni individuo, di economizzare l’energia fisica e mentale. Impegnare le risorse in modo eccessivo rispetto alla necessaria richiesta, è chiaramente molto svantaggioso e può comportare anche esiti letali per ogni organismo.
Nel popolo dei cavalli, così come in altri popoli, la minaccia è un vitale momento nei processi di comunicazione. Quando un individuo esibisce una serie di moduli comportamentali, che preludono ad un’eventuale aggressione verso un altro individuo, mette in essere un meccanismo che previene, se possibile, uno scontro fisico reale che potrebbe comportare gravi danni fisici, addirittura letali. Anche la pacificazione è rappresentata da una serie di moduli comportamentali, atti a prevenire eventuali ed ulteriori aggressioni da parte di un altro cavallo.
Questi comportamenti rituali hanno tantissime sfumature, anche molto lievi e difficili da osservare. Anche in questo caso però domina l’individualità. L’intensità dei comportamenti di minaccia e pacificazione può variare in base a vari fattori genetici o d’apprendimento. I gesti di minaccia e/o pacificazione possono essere poco intensi in un individuo e molto più intensi in un altro individuo. Ho visto cavalli davvero plateali nelle loro minacce ed ho visto cavalli con gesti di pacificazione praticamente invisibili, così come ho visto cavalli con sfumatissimi gesti di minaccia ed evidentissimi segnali di pacificazione.
Per uomini e cavalli, saper leggere anche gli atteggiamenti di minaccia e pacificazione più sfumati, permette di calibrare con maggior precisione la comunicazione intra ed inter-specifica, arrivando a rispondere alla legge “massimo rendimento, con minimo sforzo”.
Saper calibrare evita standardizzazioni, metodi e rigide istruzioni per l’uso. Saper calibrare, partendo da una profonda osservazione e da un’interpretazione efficace, permette di attivare strategie e tattiche personalizzate. Strategie e tattiche di comunicazione, che partono dal quel determinato cavallo ed arrivano al cuore di quello stesso cavallo. Non esiste un metodo universale, non esistono manuali d’uso applicabili ad ogni cavallo. Esiste solo la nostra consapevolezza, una delle armi più potenti per vera gente di cavalli.

 

 

04/09/2007 | Etologia Francesco de Giorgio
Roma, 08 Febbraio 2012
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