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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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La Capitale invasa dagli allevatori italiani

foto annalisa Parisi
foto annalisa Parisi

GLI ALLEVATORI italiani tornano ad invadere pacificamente piazza San Pietro per festeggiare il loro patrono Sant’Antonio abate. E' accaduto giovedì 17 gennaio che ha visto arrivare a Roma più di 4.000 allevatori provenienti da ogni regione per far festa e celebrare insieme una delle ricorrenze più sentite ancora oggi nelle campagne italiane.
Al Santo si affidavano gli animali della stalla, chiedendo protezione per loro e per la famiglia contadina, il cui destino era legato a filo doppio alla salute della mandria. Ma a Sant’Antonio Abate si ricorreva anche quando si era smarrito un oggetto caro o quando bisognava lottare contro il Fuoco sacro (Herpes zoster) ed occorreva un aiuto in più.
“Sono tradizioni antiche – ricorda Nino Andena presidente dell’Associazione italiana allevatori – che confermano il genuino affetto per questo Santo che nel corso della sua vita prodigiosa ha segnato nel profondo l’animo degli agricoltori. Ma siamo tornati  qui a Roma per testimoniare il nostro ruolo attivo nella società italiana, ricordando che ogni giorno sono più di 300mila le persone che lavorano nel settore zootecnico, generando una Ppb (produzione a prezzi base) che supera i 17 miliardi di euro. Siamo un comparto produttivo sano, con standard qualitativi elevati, dove il benessere animale non è una espressione di moda, ma è un modo di essere”.
Merito di Sant’Antonio Abate o dell’impegno di generazioni di allevatori?
Basta guardare la fattoria sotto il cielo allestita davanti al colonnato del Bernini per rendersi conto del livello raggiunto dalla zootecnia nazionale in questi ultimi anni. Un impegno corale per salvaguardare le razze italiane  e utilizzare a fini produttivi aree del territorio che senza la presenza degli allevatori sarebbero destinate all’abbandono.
Uno stretto rapporto con il Creato, ricordato anche dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano, durante la messa celebrata nella basilica di San Pietro, prima di scendere in mezzo agli allevatori per la tradizionale benedizione.
Una giornata di festa, che ha visto via della Conciliazione chiusa al traffico per lasciare spazio alla novità del 2013, la fanfara dei Lancieri di Montebello, che si va ad aggiungere alle rappresentanze dei Corazzieri, del Corpo forestale dello Stato e della Polizia e alle decine di cavalli e cavalieri che sono tornati per un giorno nel cuore della Capitale insieme a tutti i cittadini di Roma.
Senza dimenticare i cani, i gatti e gli altri animali da compagnia che hanno partecipato all’evento in onore di Santo Antonio Abate, approfittando del check up gratuito della salute offerto dai veterinari dell’Associazione Italiana Allevatori.