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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Keepy impara a camminare "scalza"

Mi presento, sono Giulia Gaibazzi, biologa esperta in gestione naturale del cavallo domestico ,quindi anche pareggiatrice dello zoccolo scalzo ( barefoot ), ed istruttrice di equitazione. Nel novembre del 2020 ho preso una cavalla scartata dalle corse di galoppo perché non abbastanza veloce, il suo nome è Keep On Search, scelta tra l'elevato numero di giovanissimi Purosangue inglesi che, per lo stesso motivo, cercano casa. A marzo 2021 Keepy ha compiuto 4 anni, l'ho presa come mia cavalla personale, quindi perché sia un animale d'affezione e da sella, considerando anche l'enorme versatilità equestre di questa razza.

Dato che i purosangue sono considerati cavalli per niente rustici, ho pensato potesse essere utile documentare l'intera transizione di questa cavalla, dalle piste e la vita in box, alimentata per sostenere un'intensa attività sportiva, ferrata a 18 mesi, alla gestione naturale, al paddock con altri cavalli e, possibilmente, senza ferri.  Ciò che aiuta questa cavalla nel suo percorso può aiutare ogni cavallo, e magari rasserenare i proprietari di quei soggetti più “delicati” la cui transizione necessita di più attenzioni.

Il punto imprescindibile a questo progetto è che la cavalla stia bene. Anche se ammetto che il mio obbiettivo è il barefoot, se il benessere della cavalla richiedesse di rinunciarvi, non esiterei a farlo. 

Il piede scalzo è la ciliegina sulla torta della gestione naturale, nel senso che è l'ultimo tassello a cui dobbiamo pensare, in ordine cronologico, nella naturalizzazione della vita del nostro amico. Prima di tutto, ha amici con cui passare le sue giornate? Spazi in cui muoversi liberamente e adeguatamente? E' alimentato correttamente? E quindi la ciliegina, il suo piede è libero di adattarsi all'ambiente in cui vive e al tipo di attività che svolgiamo? Consapevoli del fatto che un sano e funzionale piede scalzo cambia completamente la biomeccanica del cavallo, la sua propriocezione eil grado di circolazione sanguigna, dobbiamo sapere anche che quando togliamo i ferri il piede inizia un percorso di rimaneggiamento e rigenerazione delle strutture, attraversando diverse fasi, tra cui anche un periodo in cui l'animale sarà probabilmente dolente. 

Le fasi comprendono: la ricrescita dello zoccolo non più ferrato, tempo necessario perché i nuovi tessuti, crescendo, sostituiscano i vecchi cresciuti indeboliti dal ferro, e il cambiamento di biomeccanica dall'atterraggio di punta o di piatto, tipico della ferratura, a un atterraggio di tallone, modalità per cui il cavallo si è evoluto. Il “nuovo piede” sarà allora pronto per essere allenato su terreni vari, nel grado di difficoltà (terreni difficili e tempo di lavoro su di essi) che intenderemo allenare, non solo per lo zoccolo stesso ma per tutto il cavallo.

Le difficoltà maggiori nel caso di Keepy sono due: la precoce ferratura che subiscono i cavalli da corsa, molto prima del raggiungimento dell'età adulta, e il difficilissimo terreno del luogo in cui vivo, adatto alla fase di allenamento di cavalli già scalzi, ma difficile per affrontare le primissime fasi della sferratura. Per questi motivi, ho preso ogni precauzione possibile per aiutare la cavalla nella transizione. Vi riporto di seguito le strategie che stanno permettendo un risultato eccellente, cercando al contempo di evitare eccessivo stress alla mia bella saura.

Non tutti i cavalli si possono scalzare dall'oggi al domani, serve valutarne e spesso modificarne la gestione, essere progressivi e rispettosi, considerarne gli stimoli e l'alimentazione. La vita di Keepy subì grandi cambiamenti, dalle piste e il box, alla montagna e il paddock, per di più, in inverno. 

Tolsi subito i ferri posteriori per iniziare gradualmente a farle fare conoscenza con gli altri cavalli,la sua reazione, lo ammetto, mi spaventò. La cavalla era dolente, anche a causa del difficile fondo in ghiaia del nostro paddock e del lungo periodo di pioggia, che ammorbidiva l'unghia già debole e molto sollecitata. Risolsi spennellando le suole con l'apposito catrame vegetale due volte a settimana, per ridurre l'assorbimento di acqua, ma soprattutto mettendo le scarpette ai piedi posteriori, ogni giorno, anche in paddock, per mezza giornata. Questo permise di togliere dolore alla cavalla proteggendo il piede, ma permettendo a quest'ultimo di adattarsi all'assenza del ferro. 

Togliere i ferri dietro e lasciare tempo al cavallo di irrobustirli prima di rimuovere quelli anteriori è per lui un grande aiuto! Se potete scegliere evitate di iniziare la transizione in inverno, meglio quando il terreno non è umido; nel nostro caso, sarebbe stato pericoloso lasciare i ferri posteriori. 

Anche se le cose andavano molto meglio, dopo un mese fu il momento di rinnovare la ferratura agli anteriori e mi fu chiaro che non era il momento di mettere nuovamente in difficoltà la cavalla. Ogni pareggiatore deve avere un maniscalco di fiducia, io per fortuna ho la mia amica maniscalca Vanessa Schuler! Confrontandomi con lei, consigliò e applicò una ferratura in gomma, da ripetere a necessità, come fase transitoria per iniziare a stimolare i piedi anteriori prima di scalzarli. Posso dire che funzionò a meraviglia! Due mesi dopo, anche se avevo preso in considerazione di ripetere ancora la stessa ferratura, valutai che si poteva tentare. Rimossi i ferri, continuai con il catrame vegetale e iniziai lo stesso uso delle scarpette, come avevo precedentemente fatto per i piedi 

posteriori che, a quel punto, non ne avevano più bisogno. La cosa che mi stupì molto positivamente,è che gli anteriori non incontrarono la stessa difficoltà dei posteriori. Questo è strano, normalmente è più difficile l'adattamento dei piedi davanti in quanto sono quelli più sovraccaricati dal peso del cavallo, ma per Keepy fu diverso. Attribuii la sua migliore reazione al fatto che, in soli tre mesi di vita in paddock in montagna, la cavalla aveva iniziato ad adattarsi  e a rafforzarsi nel suo insieme. 

Ebbi prova della grande capacità di adattamento di questa cavalla in diverse altre situazioni e, da qui, la mia riflessione: che siano meno delicati di quanto crediamo questi purosangue? In realtà, con le dovute mille attenzioni, vi dico che poche razze al mondo possono resistere alle sollecitazioni subite dal cavallo da corsa che, sulle sue lunghissime e finissime gambe, sopporta un lavoro difficilissimo quando è ancora ben lontano dall'essere un soggetto adulto.  Per un mese misi nuovamente ogni giorno le scarpette in paddock e, sempre, quando portavo Keep On Search a passeggio alla mano o al campo di lavoro, poi iniziai a ridurne l'utilizzo fino ad applicarle, da inizio aprile, solo sulle mulattiere in sasso durante le passeggiate. Con le piogge insistenti delle ultime due

settimane, ho dovuto nuovamente mettere le scarpe per qualche ora al paddock, ogni giorno, per una settimana. Il mio obbiettivo è non mettere a disagio la cavalla che, nel caso le si infiammassero i piedi, assumerebbe posizioni sbagliate e di compensazione. Al cessare della pioggia, i piedi torneranno duri e nuovamente funzionali e, con il passare delle stagioni, gli zoccoli diverranno sempre più stabili, anche nei periodi umidi. Per il futuro, non escludo l'utilizzo delle scarpe, a necessità, nelle lunghe escursioni, anche se non sembra proprio che ne avremo bisogno nei giri ordinari, pure considerando la zona impervia e i terreni sassosi in cui viviamo.

Vi ho portato l'esempio di questa Purosangue come caso di estrema attenzione, so quanto possono essere sottili le loro suole quando escono dalle corse e che, senza le dovute attenzioni, la transizione può essere drammatica e inutilmente sofferta. Ad oggi Keepy adora esplorare e uscire in campagna; se la lascio libera è possibile che si avvii per lo stradello sassoso che va verso il monte, per poi tornare con tutta calma quando ne sente il bisogno. Vederla rinforzarsi nei suoi piedi e nel suo fisico, al pari di quanto si formi nel suo carattere e nella sua intraprendenza, mi riempie di orgoglio.

In foto, un suo zoccolo anteriore, aprile 2021, troverete le foto della trasformazione dei piedi in un video che dedicherò a questo tema nel documentario Seconda Vita, pubblicato sul mio canale 

YouTube e condiviso qui su cavallo 2000.

Giulia Gaibazzi - www.equitazioneinarmonia.it