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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Jumping Verona: il britannico Brash conquista la quarta tappa della World Cup

VERONA. Un gran premio appassionante ha calato il sipario sulla 19ª edizione di Jumping Verona, quarta tappa della Longines FEI Jumping World Cup™, il più prestigioso circuito internazionale indoor di salto ostacoli.
 Nel Gran Premio Longines FEI World Cup™ presented by Volkswagen (categoria mista, h. 1.60, 190.000 €) ben sedici binomi si sono giocati al barrage la vittoria, che è andata al britannico Scott Brash (Hello M'lady, pen. 0/0, 35”55), unico a scendere sotto i 36”.
 Vincitore della Coppa del Mondo 2014, campione olimpico a squadre a Londra 2012, il 33enne di Peebles è andato in campo per ultimo e con un percorso a tutta andatura (29/100 di vantaggio all’intertempo) ha soffiato la vittoria all’irlandese Darragh Kenny (Romeo, 0/0, 36”06) per 11/100.
 Terzo posto per lo svizzero Steve Guerdat (Alamo, 0/0, 36”19), che ha lasciato giù dal podio Emanuele Gaudiano (Chalou, 0/0, 36”23). Il 33enne lucano è stato il migliore degli otto italiani partecipanti al GP: ottime anche le prestazioni degli altri due azzurri che s’erano guadagnati il barrage, ovvero Emilio Bicocchi (Evita SG Z, 0/0, 37”78), sesto, e Filippo Marco Bologni (Sedik Milano Quilazio, 0/0, 45”86), ottavo.
 Brash è il terzo britannico ad apporre il suo nome nell’albo d’oro del GP veronese: prima di lui c’erano riusciti John Whitaker (due volte, 1990 e 1991 con Milton) e Nick Skelton (1995 con Dollar Girl): «Sono veramente orgoglioso di Hello M’Lady, è una cavalla fantastica. Ha saltato in un maniera eccezionale, io ho fatto il mio cercando di guadagnare quanto più tempo possibile tra un salto e l’altro».
 Molto soddisfatto anche Kenny, in una gara che però resta stregata per l’Irlanda. «Romeo è stato bravissimo. Ci ho lavorato molto e negli ultimi tempi è decisamente migliorato, dimostrandosi affidabile anche a livelli altissimi come questi. Peccato per la vittoria, ma siamo stati battuti da un binomio che è riuscito ad andare più forte di noi».