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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Ippodromo Caprilli, il mio sogno non muore

Caro Direttore,  Ho letto sul tuo giornale l'articolo dedicato all'ippodromo che ho avuto l'onore di dirigere dal 1980 al 2011 e mi hai fatto ripensare a che cosa era quel l'ippodromo ed alle straordinarie serate passate in mezzo a tanta bellissima gente
Quanti ricordi stupendi e Che bei tempi....
Il Caprilli è stato la mia vita e pensarlo abbandonato e distrutto mi addolora tantissimo.
Mi auguro che chi ha compiuto le scelte scellerate che lo hanno ridotto in questo stato ne risponda moralmente, politicamente ed in ogni sede.
Lo si deve alla sua storia, alle migliaia di persone che lo hanno amato e che ci hanno lavorato con impegno e pssione, ai meravigliosi cavalli che vi hanno corso e soprattutto  lo si deve alla nostra
città ed alla memoria di Federigo Caprilli.
È proprio con questo spirito e questa volontà che ancora dedico il mio impegno quotidiano a servizio dell'ippica e Sono certo che  alla fine e nonostante  tutto ce la faremo a ripartire.
Chiudo questa mia triste lettera con un sogno: organizzare  una bella serata tutto insieme al Caprilli per festeggiare la rinascita dell'ippica nazionale e la riapertura del nostro grande e bellissimo  Ippodromo.
A volte i sogni si avverano.