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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Ippica, così non si può andare avanti!

CARO DIRETTORE, purtroppo anche questa volta non andrò a Loreto a piedi. Mi piacerebbe tanto sbagliarmi, ma poi i fatti per motivi a me ignoti s'indirizzano quasi sempre come li avevo pensati. Mi dicevano che ero pessimista, e invece alla fine qualche volta i fatti hanno superato anche le peggiori previsioni. E' chiaro che ai burocrati romani non interessa nulla di noi, delle nostre famiglie e dei nostri problemi. Noi continuiamo a correre, loro a fine mese prendono gli stipendi e noi stiamo zitti. Molti sono quasi sul lastrico, altri inspiegabilmente corrono, e vogliono continuare a correre pur avendo 30 o 40 cavalli in scuderia. Ma come fanno ad andare avanti? Sono forse tutti miliardari? Bisognerebbe indagare, perché i cavalli costano e sono pochi quelli che si possono permettere di mantenere simili baracconi con un'attività onesta.La situazione a tutt'oggi è la seguente: alcuni hanno ricevuto gennaio e febbraio, verso la fine di settembre 2013 pagheranno settembre ed ottobre del 2012, entro novembre dovrebbero pagare marzo, e se siamo fortunati a dicembre riusciranno a pagare aprile, con un grosso interrogativo su maggio. Novembre e dicembre del 2012 saranno pagati nel 2015. Questa è la situazione  che si presenta in futuro per le nostre scuderie, con un calo continuo delle scommesse, senza che nessuno muova un dito. Peccato, perché con una piccola riforma le scommesse aumenterebbero del 50/60% in un paio di mesi, nonostante la crisi. Di fronte a questa situazione mi chiedo, come si fa a non avere un rigurgito di coscienza. Quale argomentazione può avere uno che continua a far debiti, che spesso non paga i fornitori e che non ha prospettiva di futuro. L'unica cosa che sanno fare è correre, e nei palazzi romani si scommette su quanto questo scempio possa durare. Non sanno che arriverà il giorno in cui la maggior parte della gente non potrà correre, per mancanza di fondi e quel giorno sarà un brutto giorno perché molti faranno fatica a fare pranzo e cena, e chi è esasperato poi è difficile da controllare. Il rischio è che quella che quella che potrebbe venire interpretata come una sorta di violenza inaudita e subdola da parte  di questi politici e dirigenti, coperti da una funzione di stato e nascosti dietro le loro giacche e cravatte, generi qualcosa di incontrollabile. L'ippica potrebbe stare molto bene, una legge europea dice che la pubblica amministrazione deve pagare ai privati entro 30 giorni i suoi debiti. Se ciò accadesse, insieme ad alcune riforme per il settore, le 40 mila famiglie che vivono con i cavalli avrebbero ogni mese il loro stipendio e una giusta tranquillità per tutti.