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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Intervista ad Angela Mascioni sulle malattie dermatologiche

E' appena rientrata dall' Inghilterra, dove è andata  ad approfondire  le sue conoscenze nel campo della dermatologia equina: "le malattie della pelle hanno una grossa  incidenza  fra i cavalli, ma spesso i proprietari non ne tengono il debito conto" spiega  la veterinaria Angela Mascioni: " così, ho pensato che fosse una branca di studio da valorizzare". Una decisione maturata anni fa e recentemente arricchita da due  nuove esperienze:  la partecipazione a un seminario sull'argomento in occasione della Fieracavalli di Verona e un’altra sessione di studio presso l’ambulatorio di un diplomato Europeo in dermatologia.
Cosa l’ha colpita della sua esperienza inglese ?
Prima di tutto mi ha stupito  quanto siano numerosi i veterinari italiani  in  Inghilterra. E sono molto apprezzati. Lavorano volentieri lì perchè hanno a disposizione strutture  belle e attrezzate.  Parlando di piccoli animali e di cavalli va detto che in Inghilterra una buona metà  vengono assicurati per le malattie dai loro proprietari, con polizze che da noi esistono ma sono poco utilizzate. Le cure necessarie vengono intraprese con una copertura assicurativa, e  dunque il settore ha modo di strutturarsi, di allargarsi e  di investire. Il proprietario ha quindi minori vincoli di budget e quindi ha a disposizione una scelta terapeutica più ampia.

Torniamo alle malattie dermatologiche...
Iniziamo col dire che la pelle - per i cavalli ma anche per noi -  è un organo.  Proprio come sono organi il fegato, o l'intestino.  Ha il compito di proteggere dai raggi solari, dal freddo, è  una barriera contro il dolore e le malattie, un serbatoio di acqua,  produce vitamina D.  Però, quando un cavallo ha  un sintomo che riguarda la pelle, sia esso un prurito o una dermatite, di solito  il proprietario pensa di  autogestire la terapia. Così cura i primi sintomi con pomate, magari scelte un po' a caso. Il  prurito o la lesione spesso non guariscono. E i sintomi originari si complicano e si mascherano. Per il veterinario, che alla fine si finisce per chiamare,  diventa più difficile capire l'origine, la causa della lesione. E dunque fare una diagnosi.
Una volta individuata la patologia non è terminato il lavoro:  occorre poi  seguirne pazientemente  l'iter fino alla guarigione, che non è quasi  mai immediata. Insomma,  anche in questo caso  - come nelle patologie considerate più gravi - è opportuno costruire un solido rapporto di fiducia e un frequente dialogo fra  proprietario, animale, veterinario.  E, naturalmente, uomo di scuderia. Bisogna tenere presente che per fare una diagnosi spesso non è sufficiente una visita clinica ma occorre eseguire degli esami collaterali: biopsie, strisci, raschiati cutanei, test allergologici e altro ancora.

Se le diagnosi  sono così complicate significa che  le cause del prurito possono essere molte e molto diverse?
Assolutamente si. Un sintomo come il il prurito può essere provocato da fattori allergici, da alcune forme di rogna, da parassitosi esterne, oppure da malattie sistemiche, renali, epatiche, neurologiche. Insomma c'è un largo spettro di motivi, che possono avere a che fare con condizioni  climatiche (penso alla primavera,  periodo in cui c'è una inevitabile, maggiore incidenza per via degli insetti e dei pollini) oppure alle condizioni igieniche della struttura in cui il cavallo vive (la scarsa pulizia). Le allergie hanno una indubitabile origine genetica. Ma vengono sollecitate da fattori esterni. Senza contare che ogni prurito ha differenti caratteristiche.

E cioè?
In  alcuni casi c'è una insorgenza acuta in un punto ben localizzato. Oppure può esserci una diffusa sensazione di bruciore. Nei casi di problemi dermatologici, bisogna cercare di chiamare un veterinario  non occasionale, ma un  dottore con il quale si pensi sia possibile costruire un dialogo. Il proprietario deve essere in grado di rispondere  ai quesiti, inevitabilmente numerosi, del veterinario: quanto spesso il cavallo si gratta? In che orario? ( al crepuscolo, al mattino, tutto il giorno). In quale zona? ( la coda, la criniera, la pancia). Con quali gesti? ( Si lecca, si morde, si batte?). Inoltre il proprietario deve essere in grado di dare informazioni sull'alimentazione ( cosa mangia? Quali eventuali integratori prende?).  E poi, ancora: da quanto tempo è scuderizzato lì? Ci sono stati cambiamenti recenti nelle sue condizioni di vita?  Quali medicinali eventualmente assume? Con quali prodotti viene trattato e pulito? Mi è capitato di visitare cavalli che erano stati trattati con  prodotti per bovini.  Gli antiparassitari per bovini sono molto più economici di quelli per cavalli. Ma poiché gli equini hanno una pelle molto sensibile, accade spesso che questi antiparassitari producano sulla groppa delle vere e proprie piaghe, molto dolorose.
Eppure di questi problemi si sente parlare molto poco.
E' un errore. La pelle, e il pelo, sono molto importanti. E sono indicatori  del generale stato di benessere.

E qui torniamo a un tema che le è caro.
Verissimo. Chi possiede un cavallo, sia esso agonistico, o da passeggiata, o da semplice compagnia,  si assume una responsabilità che non termina nel momento in cui scende di sella. Posso dirle un tema che mi piacerebbe si affrontasse di più e che invece viene quasi totalmente trascurato?

Quale?
Il cavallo geriatrico. I cavalli anziani potrebbero vivere meglio e di più utilizzando cure idonee.

Bene. Abbiamo trovato l'argomento per la prossima intervista. Nel frattempo, buon lavoro,  dottoressa Mascioni.