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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Insieme al cavallo per riscoprire la dimensione del tempo

Oggi il cavallo condivide la vita con l’uomo in una maniera diversa dal passato, non ci serviamo più della sua forza nel lavoro di tutti i giorni, il nostro cibo non viene più  dalla sua opera nei campi ne lo adoperiamo per spostarci, andare al mercato o fare la guerra che,  aimè,  viene comunque perpetrata ma con mezzi più moderni. Che ruolo ha quindi il cavallo nelle nostre vite di uomini occidentali? Ormai estinto in natura, non più impiegato nel lavoro, rimane un compagno nel nostro tempo libero, nello sport e come animale da compagnia.
Un’era nuova per il nostro amico che cambia anche il tipo di relazione che ha con noi, non più a contatto nella vita di tutti i giorni, insieme per scelta e non per necessità.  Io vedo una chance in questo nuovo panorama, qualcosa che potrebbe esserci più utile di quanto crediamo.
Sogno e credo in un rapporto tra uomo e cavallo appagante per entrambi, in cui ognuno tragga beneficio dall’altro, in uguale quantità. In questo contesto, l’uomo si impegna a fare vivere al meglio questo magnifico animale restituendogli quanto gli dobbiamo in rispetto e amore dopo millenni di onorevole servizio, mentre il cavallo continua a donarci sé stesso come ha sempre fatto. Che il secondo fine sia lo sport, l’equiturismo o la semplice compagnia, oggi possiamo godere di qualcosa che forse nel passato non era alla portata di tutti, il tempo libero con il nostro cavallo può essere’  un tempo sospeso, semplicemente appagante per se stesso, un’ancora di salvezza dalla routine di tutti i giorni. 
Quali erano i motivi per cui ci siamo avvicinati al cavallo? Negli anni, sono cambiati? Riusciamo a vedere oltre gli interessi più materiali? Una galoppata, una medaglia, una vetta, sono più importanti dell’averla raggiunte insieme  al nostro cavallo? Ci sono stati anni in cui ho chiesto ai miei cavalli di accompagnarmi nel perseguire le mie ambizioni personali, all’inizio ho chiesto, successivamente ho dato per scontato. Per anni mi sono dedicata a superare esami difficili in una preparazione esigente che non si discostava di molto dal preparare una gara, sempre di performance si trattava. A un tratto sono riuscita a fermarmi, ho osservato la situazione dall'esterno e mi sono accorta da quanto tempo non facevo una passeggiata a piedi con la mia cavalla, da quanto tempo non vivevo esperienze di intima connessione con lei, quei momenti che bastano di per sé stessi, che non si ha bisogno di fotografare per i social.  Basta un attimo per ripercorrerli con la mente, sentirne l'odore e ricordarne i colori. Riuscite a ricordare attimi, momenti o addirittura giornate come questi? Sono sicura di si, questo è  il motivo più sincero per cui ci siamo avvicinati cavalli.
I cavalli ci riportano in un momento dimenticato, sopraffatto dalla velocità delle nostre vite. Sono esserti viventi che sanno ben distinguere chi li usa da chi vorrebbe tanto fare qualcosa con loro, trovando la modalità per farlo insieme. Il mio augurio è trovare prima di tutto uno stato di condivisione con questi animali, ascoltarli ed essere profondamente con loro in ogni momento, essere  a disposizione. Più riusciamo a realizzare questa sincerità e più loro ci daranno se stessi, spontaneamente, in qualunque performance. Come spiegare questo modo di essere? Vi è  capitato da adulti di entrare nel gioco di un gruppetto di bambini? Magari mentre disegnano, prendervi il tempo, uno spazio sul grande foglio su cui disegnano tutti insieme,  partecipare con pennarelli e matite alla creazione di un micro mondo che si muove sin tanto che il gioco va avanti, entrarvi facendovi trasportare in questa stupenda realtà .. Ecco con i cavalli la sensazione di stare insieme è  proprio come questa. La proviamo quando seduti al paddock il cavallo si ferma a riposare con il collo sopra la nostra testa, sovrastandoci, come una fattrice che protegge il puledro che dorme, quando in passeggiata sentiamo insieme lo stesso odore, ci votiamo per scrutare nella stessa direzione un capriolo che si allontana o quando, concentrati verso il prossimo ostacolo, siamo una cosa sola, non serve tirare, spingere, faticare, basta solo rimanere insieme. Auguro questo e ancora meglio a ogni uomo e cavallo che si trovano sulla stessa strada, ogni cosa fatta insieme dovrebbe essere fluida, semplice perché alla portata di ciò che siamo in quel momento, in poche parole, in armonia.
Giulia Gaibazzi, Equitazione in Armonia.