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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Il trotto pugliese dice un secco no alla Lega Ippica

Egregio Direttore, sono Salvatore Cracolici guidatore, allenatore e proprietario di stanza a TARANTO, nonchè vice presidente nazionale della UPT (Unione Proprietari trotto). Vorrei rendere publico il parere che guidatori, allenatori e proprietari tarantini (ma credo l'intera ippica pugliese) esprime nei confronti del progetto denominato ''LEGA IPPICA ITALIANA''.
La Lega, a nostro avviso, non è altro che un tentativo, neanche troppo velato, di tenere in vita in questo momento drammatico, i soliti noti che tanto male hanno arrecato all'ippica negli ultimi 30 anni, in quanto padroni assoluti del settore.
Ben vengano progetti ,nuove idee e quant'altro, sempre che questi vengano presentati da persone credibili e non da chi, appunto, ha contribuito al fallimento dell'ippica (come chiedere a BARBABLU' di sostituire un maestra elementare). Basta con il terrorismo con lo slogan "o si fa la lega o si muore", il motto giusto sarebbe "o si fa l'Italia o si muore".
Nel merito: al di là dei tagli di ippodromi, di uomini e di cavalli, non si vede niente di così interessante, se non  retorici argomenti (trasparenza, legalità, moralità ecc) tutte ovvietà che si leggono nei più sgangherati programmi elettorali. Il cavallo di battaglia degli uomini della Lega è che il "loro" sarebbe l'unico progetto in campo. Non è vero, ve ne sono in campo diversi, suggeriti e consegnati al Ministero, alcuni di essi già al vaglio di quest'ultimo.
Uno prevede un sistema pubblico-privato. Esempio. Fatti salvi i >compiti istituzionali dei ministeri che dovranno provvedere all'incremento delle razze equine, e naturalmente sotto il loro controllo, gli ippodromi avrebbero la possibilità di organizzare nei loro impianti, con capitali privati, un numero di eventi, in relazione al materiale equino e alle esigenze della piazza.
La seconda proposta è una sorta di liberalizazione (vedi Mazzarella), la terza prevede un sistema pubblico "secco" che contiene cosi come tutti gli altri regole condivise (vedi riforma delle scommesse, organizzazione consulte, pubblicità etc).
Ma questi progetti vengono scartati (dai leghisti) perchè hanno al loro interno un peccato originale, cioè quello di provare a salvare l'intero comparto, pertanto in contrasto con il loro piano che è quello,e mi  ripeto... "salvare i loro interessi".
Dicono che dobbiamo essere uniti; fosse stato vero, avrebbero dovuto coinvolgerci a tempo debito e non ricordarsi del
profondo sud (anche la Campania seppure con qualche distinguo è contraria) quando a loro ha fatto comodo.
Per quanto sopra esposto, non solo le Categorie pugliesi esprimono un netto no al progetto, ma allestiscono un sito su FACEBOOK consultabile al nome Salvatore Cracolici intitolato "nemici della Lega".
La ringrazio 
SALVATORE CRACOLICI