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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''Il Ministro Catania... ma chi l'ha visto?''

DA FABIO CARNEVALI, presidente di Assogaloppo, riceviamo e pubblichiamo: "Il problema è che ormai ci siamo abituati. Nel corso degli anni l'ippica è stata devastata da una serie di “Ministri di riferimento” che hanno collezionato inefficienze, false promesse, disattenzione nei confronti del nostro mondo (tranne per nomine di loro simpatizzanti-
parenti-amici) da farci dubitare di esistere. Siamo divenuti come quel paziente affetto da manie di persecuzione che entra dallo psicologo dicendo: “Dottore, dottore, nessuno mi considera; nessuno si accorge di me; è come se non esistessi...” e il dottore: “Ho detto avanti un altro”.

"Ecco: l'ippica per i nostri Ministri è stata più o meno così..
Passando da un Onorevole (?) all'altro abbiamo avuto un Alemanno che ha avviato “l'inizio della fine” con nomine disastrose e dal quale aspettiamo ancora qualche decina di milioni di euro, pubblicamente promessi e mai arrivati a montepremi.
Poi fu la volta di un De Castro che fece poco e male e, fortunatamente, durò poco...per lasciare la poltrona a Zaia, che dopo aver permesso l'ennesimo abbuono ai Concessionari (si trattava di 90 milioni per canoni televisivi mai più
pagati) accennò timidamente ad una riforma del settore, partorendo dopo mesi e mesi di gestazione le ormai famose “Linee Guida”. Ma certamente più interessato a divenire Governatore Padano, non completò l'opera e lasciò il tutto al suo successore Galan, al quale aveva sfilato, appunto, la poltrona Veneta.
"Il caro Galan, appena insediatosi al Mi.P.A.A.F., disse peste e corna dell'ippica e spazzò via, di fatto, quel poco
che era rimasto del predecessore. Poi, come se non bastasse fu il turno di Romano, che in un colpo solo dirottò un centinaio di milioni destinati per legge all'ippica, verso altri “lidi” a lui più simpatici.
Come dire: il colpo di grazia.

Intanto diminuivano il montepremi, le giornate di corse, il pubblico, gli ippodromi, i cavalli, gli allenatori, i fantini, la qualità e tutto  ci faceva somigliare sempre più ai poveri Indiani d'America, defraudati dei loro spazi immensi, dei loro bufali, delle loro libertà e ridotti in Riserve sempre più anguste, privati persino dei diritti più elementari dall' uomo bianco. In fondo “Seppellite il mio cuore a Wounded Knee” potrebbe essere la vera storia dell'ippica italiana.


Infine ti arriva Catania. Perchè è arrivato, ne sono sicuro. L'ho visto un paio di volte: una volta ci ha promesso un sacco di cose per il rilancio (ma io non gli ho creduto...). La seconda volta si è scusato, se l'è presa con alcuni di noi e ha ammesso che nulla (NULLA) di quello che ci aveva promesso la volta prima si sarebbe realizzato.
Poi? Chissà. Forse sta in finestra insieme ai dirigenti dei Monopolidi Stato. Forse insieme ridono nel vederci boccheggiare gli ultimi respiri della nostra agonia, ormai giunta alla fine.


Fosse per me, sotto quelle finestre ci andrei con 350 cavalli, a ricordare che ancora e nonostante tutto esistiamo.


“PUO' DARSI CHE NON SIATE RESPONSABILI PER LA SITUAZIONE IN CUI VI TROVATE, MA LO DIVENTERETE SE NON FATE NULLA PER CAMBIARLA”
Martin L.King


Fabio Carnevali.