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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Il magico incontro di un bambino con i cavalli

È un caldo pomeriggio di metà febbraio a Cascina Martina. I cavalli sonnecchiano o brucano distrattamente il fieno distribuito nei vari angoli del loro spazio. Sto aspettando una ragazza, mi vuole conoscere per approfondire il tema della Riflessologia. Mi aspettavo che venisse da sola, e invece arriva con il suo bimbo di 5 anni, un piccolo cucciolo d'uomo di nome Dante.

Dante entra dal cancello con fare timido, cammina dondolandosi, un piede qui e uno là, scrutando da sotto gli occhi l'ambiente circostante. My Love, una cavalla baia di notevole stazza, in quel momento sta piluccando svogliatamente il fieno dal ballone vicino all'entrata. Sente il piccolo dietro di se. Con un movimento al rallentatore fa perno su un posteriore e si volta verso di noi. Con due passi mi viene incontro, mi guarda e toccandomi leggermente il petto con il naso sembra chiedermi "Chi è questo piccolo uomo?". Poi si volta delicatamente verso Dante e ancora più delicatamente comincia ad annusarlo tutto. Lui è poco più alto della sua testa e la lascia fare incuriosito, ma non ne è intimorito. Poi My Love si allontana. Al ballone arriva Carlomagno. Dante si muove verso di lui. Carlomagno non è sempre disponibile con gli umani e difende il suo spazio con indicazioni leggere, ma che non lasciano dubbi. Così chiedo a Dante se posso accompagnarlo per mano, ma non vuole e mi allontano facendo appello alla fiducia che ho nei nostri cavalli. Loro sanno sempre come comportarsi con chi hanno di fronte. E infatti... Quando Dante è ad un passo da Carlomagno, lui alza il muso dallo steccato che contiene il fieno per avvicinarsi al piccolo. Lo sguardo è addolcito, le orecchie sono rilassate e con il naso proteso in avanti anche Carlomagno annusa delicatamente Dante dalla testa ai piedi. Io e Caterina osserviamo questo momento intriso di curiosa complicità, poi ritorniamo ai nostri discorsi da adulti. Dopo pochi minuti intorno a noi non c'è più nessuno. I cavalli, con il loro continuo via vai all'interno del grande paddock sono spariti alla vista e Dante con loro. Io e Caterina continuiamo distrattamente a parlare. Ad un certo punto il mio sguardo è attratto da una scena che rimarrà a lungo impressa negli occhi e nell'anima. Dante era in piedi vicino alla casetta di Tommy, la capretta, situata al centro del paddock. I cavalli, silenziosamente si erano radunati tutti intorno a lui. Hertz, Fata, My Love, La Bibbina e Carlomagno si erano disposti a raggera intorno a Dante, le teste abbassate, gli occhi socchiusi, gli arti posteriori in posizione di riposo. Tutti. Nessuno di loro discuteva più. Il linguaggio delle orecchie usato incessantemente per spostarsi a turno da un posto ad un altro si era improvvisamente chetato. Dante, dalla sua posizione centrale li guardava silenzioso, tranquillo, giocherellando con un rametto secco raccolto tra i tanti disseminati sul terreno.