Fise, parla il neo-presidente della Consulta

Fise, parla il neo-presidente della Consulta

RAIMONDO GALUPPO, come è noto, è stato di recente eletto all’unanimità presidente della Consulta della Federazione Italiana Sport Equestri. Nel quadro del rinnovamento della stessa FISE, abbiamo ritenuto opportuno rivolgergli quattro domande, anche tenendo conto della sua decennale esperienza come dirigente nel mondo degli sport equestri.

1) Vuole spiegare sinteticamente ai lettori di Cavallo2000 quale sia  il ruolo che la Consulta svolge all'interno della vita della FISE?
“La Consulta, organismo centrale della Federazione, è costituita dal Presidente di ciascun Comitato Regionale o, in assenza del Comitato Regionale, dal Delegato regionale o provinciale. La Consulta nazionale degli sport equestri ha funzione propositiva, di studio e di ricerca. Esprime, inoltre, parere sul bilancio preventivo della FISE e sulle variazioni regolamentari e, in proposito, ha facoltà  di chiedere informazioni ed elementi di giudizio. Il Presidente della Consulta partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Federale”.

2) Quali sono i temi e le problematiche che prevede di affrontare nella prossima riunione della Consulta e quale sarà lo "spirito" con il quale intende svolgere l'incarico al quale è stato chiamato?
“I punti posti all’O.d.G. della riunione della Consulta del 27 marzo sono molti, mi limito a richiamare i più significativi:
esame e parere sul bilancio preventivo 2009;
rapporti con gli enti di promozione sportiva;
convenzione con Postpay Impresa;
corsi di qualificazione e riqualificazione per istruttori e OTEB;
situazione del personale dei comitati regionali.
“Penso sia necessario ricercare il massimo di unità possibile, superando le divisioni e le diffidenze sorte dopo una così lunga campagna elettorale, consentendo a tutti di esprimere le proprie posizioni e rispettando i pareri e le opinioni di ognuno. In tale direzione, credo, vada letto il voto unanime con il quale sono stato nominato”.

3) Dopo il primo incontro con i presidenti dei comitati regionali si è già potuta fare un'idea di quali siano i punti più urgenti da sottoporre al prossimo consiglio federale?
Oltre ai punti appena riportati è indubitabilmente necessario porre in agenda il problema del “federalismo sportivo” e della revisione dello statuto.

4) Nell’ottica dell’attuale linea di tendenza verso il federalismo e sulla base di quanto esplicitato dallo stesso Presidente Fise nel proprio programma elettorale, intende proporre una maggiore autonomia per i comitati regionali? E quali sono a suo avviso gli aspetti nei quali tale autonomia risulterebbe maggiormente utile e necessaria?
“Il tema del decentramento e del “federalismo sportivo” riguarda l’intero movimento sportivo italiano. Vale la pena ricordare che, con la modifica del 2001 dell’ art. V parte seconda della Costituzione, le competenze in materia sportiva vengono assegnate in via esclusiva alle Regioni. Da questo punto di vista decentrare, per la Federazione, significa sviluppare strutture in grado di interfacciare e dialogare con le Regioni depositarie delle deleghe sportive. La FISE, a dire il vero, è più avanti su questo tema di molte altre federazioni italiane, ciò non di meno il federalismo sportivo deve trovare nuovi spunti e nuovi stimoli. A mio parere è necessario capovolgere il principio secondo cui se prima venivano elencate le competenze dei Comitati Regionali ed era lasciato alla Federazione tutto il resto, ora dovranno essere elencate le materie di competenza esclusiva della Federazione, mentre dovrà  essere lasciato ai Comitati Regionali tutto il resto.
“In conclusione voglio sottolineare una questione che sento avanzare qua  e là.
 “E precisamente: la Consulta viene vista come un organismo invadente e inutile tanto che qualcuno ne vorrebbe decretare la fine.
Questa analisi è il frutto, secondo il mio punto di vista, o di una scarsa conoscenza della realtà e del funzionamento della federazione, o peggio, di una malcelata voglia di tornare ad anacronistiche forme di centralismo, riducendo i comitati regionali al ruolo di meri esecutori e di “uffici” decentrati della Federazione.
“Per fortuna il Presidente della FISE e il programma elettorale indicano strade ben diverse. Tutto questo troverà, ovviamente, una giusta collocazione nella riforma dello statuto consentendo una più democratica espressione di voto da parte degli associati e una più precisa definizione dei ruoli e delle competenze”.

 

 

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  • Nella foto il presidente della Consulta Raimondo Galuppo
  • 22/04/2009 | Equitazione Marialucia Galli
    Roma, 21 Maggio 2012
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