Fise, cronistoria di un'assemblea surreale

TUTTO COMINCIO’ con le dimissioni dei quattro consiglieri federali. Da allora chi per mestiere ha la ventura di dover raccontare i fatti, ha corso il rischio di perdere la testa. Figuriamoci i presidenti di circoli e i comuni patentati, si dirà. Effettivamente districarsi tra comunicati e contro comunicati (Fise), lettere del Coni, decisioni assunte dalla presidenza (della Fise) e successivamente modificate (sempre dalla presidenza della Fise) è stato un vero e proprio lavoro di Sisifo. Vediamo allora, alla vigilia di una Assemblea incomprensibile ai più, Coni compreso, di fare il punto sulla situazione.
In data 26 giugno il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi, invia una lettera ai quattro consiglieri dimissionari nella quale comunica che la Giunta del Coni nella propria riunione del 24 giugno ha preso atto di quanto dichiarato dai consiglieri in una precedente lettera del 20 giugno, ovvero “di essere disposti a ritirare la propria dimissione nell’auspicio che possa essere convocata nel corso del settembre 2008 l’assemblea nazionale elettiva”. La lettera del Coni prosegue rilevando che  “qualora i sopra indicati consiglieri federali dimissionari dovessero formalmente revocare le dimissioni presentate, il consiglio federale risulterebbe costituito in misura tale da consentirne il pieno funzionamento”. La lettera del Coni contiene però altri tre elementi interessanti per chiarire questa lunga storia che, giorno dopo giorno, ha acquistato sempre di più i toni di una telenovela di stampo sud americano.

IL PRIMO PUNTO da sottolineare è che la Giunta del massimo organo sportivo auspica che l’assemblea nazionale della Fise per il rinnovo delle cariche venga svolta non oltre il mese di ottobre. Il secondo punto è che in due lettere,  in data 20 e 23 giugno, il presidente della Fise Croce avrebbe espresso il medesimo convincimento… E già qui il comune mortale comincia a confondersi. Se Croce aveva tale convincimento perchè poi con il suo successivo comportamento lo ha così clamorosamente smentito? Il terzo fattore è che della opinione espressa dalla Giunta Coni si “era data comunicazione al Presidente Fise con lettera del 25 giugno”. Chiediamo al nostro lettore, seppur frastornato, di tenere a mente le date che sono, a nostro parere uno degli elementi salienti di questa vicenda.
Dunque Croce riceve comunicazione dal Coni il 25 giugno, e in contemporanea, viene da dire con un tempismo perfetto…, indice l’Assemblea Nazionale del 28 luglio. Certo può essere che lui e i consiglieri residui “la pensata” l’abbiano fatta di mattina e la lettera Coni sia arrivata di sera, ma nessuno può negare che la coincidenza risulti quanto meno bizzarra!
Intanto i consiglieri in data 26  ricevono la comunicazione del Segretario Pagnozzi e il giorno dopo inviano in Fise un fax che anticipa i contenuti della successiva lettera, annunciando appunto la volontà di ritirare le dimissioni con effetto immediato. Ma il fax, comunica la Fise, è pervenuto “privo di firme, intestazione e individuazione del mittente” per cui...non poteva essere accettato. A parte che è surreale pensare che un fax  proveniente da uno studio legale (Andrea Paulgross è avvocato) sia del tutto privo di individuazione del mittente, resta il fatto che il presidente Croce non poteva non sapere quanto precedentemente definito tra i consiglieri dimissionari e lo stesso Coni. Posto che nessuno poteva pensare trattarsi di uno scherzo, non resta da supporre che sia stato da parte di Croce un modo elegante (si fa per dire) di respingere la revoca delle dimissioni. Comunque sia, la situazione  sembrava essersi ormai definita e gli aventi diritto al voto, seppure brontolando, si erano rassegnati a fare lo slalom tra aerei, treni, presumibili code in autostrade per essere presenti a Roma in un giorno che, tradizionalmente, segna l’inizio dell’esodo estivo. Qualcuno sospirava di dover addirittura interrompere le vacanze, ma tant’è: la democrazia è la democrazia e il bene dello sport è il bene dello sport.

POI IL 18 LUGLIO l’ennesimo coup de théatre. La Fise comunica che la richiesta di revoca delle dimissioni dei consiglieri, giunta in federazione con raccomandata il 3 luglio, è stata accettata. Questa volta, non c’è dubbio, la riflessione sul da farsi è stata lunga e ponderata e soprattutto (si precisa nell’ennesimo comunicato stampa) “presa senza alcuna pressione da parte del CONI o di altra Istituzione, con la finalità di ritornare ad una distensione del comparto federale e di riprendere, senza ulteriori disagi, le molteplici attività federali alla vigilia dei Giochi Olimpici”.
L'ingenuo lettore, forse un  po’ stordito dal solleone, per un attimo immagina di vedersi  risparmiati i prevedibili disagi del viaggio….e mentalmente ringrazia. E invece no. L’assemblea s’ha da fare e si farà. Con l’ordine del giorno cambiato, certo, ma bisogna pur eleggerlo quel rappresentante dei cavalieri che deve sostituire il dimissionario Bonomi. Ma perché, si chiedono in molti, se il Coni aveva ritenuto il consiglio a nove perfettamente in grado di operare? Ma certo, perché la democrazia è la democrazia e il bene dello sport è il bene dello sport!   E poi, non ce lo dimentichiamo, bisogna pure ottemperare alle variazioni dello statuto richieste dall’Antitrust. Il diligente lettore votante va a leggersi il file contenente le modifiche relative e nuovamente si chiede : tutto questo parapiglia per togliere una sola parola? E va bene che la democrazia è la democrazia e il bene dello sport è il bene dello sport….ma quando è troppo e troppo! A proposito, come mai dell’avvenuto riconoscimento della Fitetrec-Ante da parte del Coni non si fa alcuna menzione?
E mentre  si accavallano le domande, sul sito federale (e non solo) parte una campagna promozionale a base di numeri stratosferici e di proclami rassicuranti. Qualcuno deve aver convinto Cesare Croce che la pubblicità è l’anima del commercio. Ha dimenticato però di spiegargli che se il “prodotto proposto” non risponde ai requisiti dichiarati, subisce una perdita devastante di consensi. Chi deve votare, vive in questo ambiente e sa che i  problemi ci sono e sono tanti. Sa che la conflittualità è alta e insostenibile, sa che quantità non sempre e non necessariamente significa qualità, sa che avremo pure fatto grandi progressi sportivi ma l’Italia del salto ostacoli è fuori dalle Olimpiadi, sa che il settanta per cento delle patenti dichiarate dalla Fise ( per esplicita ammissione di Croce) riguardano bambini dai quattro ai dodici anni.
A proposito del numero delle patenti, attualmente salite a 150.000, vogliamo scommettere che sotto assemblea nazionale la presidenza federale riuscirà a farle aumentare ancora? Noi ne siamo certi. Ci giungono infatti richieste di informazioni per il tesseramento da parte di ogni essere vivente che frequenti un circolo ippico (cavalli e cani compresi)…

 

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