Caro Direttore, Chiedo ospitalità nel suo giornale per riprendere un argomento che ha avuto a suo tempo una certa rilevanza e cioè l'importanza del cavallo nel piano integrato di sviluppo territoriale del Marghine.
E' certamente un concetto altisonante che lascia presagire un corposo programma di iniziative e probabilmente anche la concreta convinzione di qualche operatore di realizzarle, richiamando il legame con la tradizione delle processioni e delle pariglie in occasione delle feste paesane ma anche quello del semplice cavaliere del fine settimana. L’Associazione Cavalieri di Macomer ci sta provando pur consapevole che nelle zone costiere grazie al notevole afflusso di vacanzieri il turismo equestre ha una più immediata garanzia di successo, rispetto bisogna riconoscerlo, alle meno frequentate zone interne.
La differenza sostanziale sta nel fatto che il Marghine pur offrendo le sue bellezze archeologiche che sono costantemente oggetto di studio e di diverse pubblicazioni ma forse è molto poco raccontato e certamente altrettanto poco publicizzato e divulgato come veicolo di attrazione turistica: il territorio, le testimonianze vissute che richiamano il valore etnico delle antiche tradizioni, il patrimonio archeologico, i percorsi della transumanza e l'impiego del cavallo nel quotidiano lavoro non sono altro che i percorsi della memoria.
La valorizzazione di un territorio abbraccia numerosi settori che sono quello turistico, agroalimentare, storico archeologico e coinvolge diverse professionalità, una tra queste evidentemente è legata alla risorsa cavallo potenziale fonte di integrazione al reddito. Non dimentichiamo infatti che l’allevatore di cavalli è un imprenditore agricolo, e come tale ha interesse a massimizzare il profitto, considerazione che non fa una piega se studiata da un qualsiasi testo di economia agraria, ma che dovendola applicare nella quotidianità non è certo di facile realizzazione. Uno tra i motivi principali e l’ubicazione geografica della Sardegna che la caratterizza per la sua insularità e pertanto in perenne condizione di svantaggio economico ma il suo grande vantaggio è quello di avere una risorsa di inestimabile che è quella ambientale.
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Roma, 01 Agosto 2010 |



















31/07/2010


